Salta tombino, veicolo fuori strada

Lanciano, mezzo nella buca, poi si schianta: un ferito. Fossacesia, treni fermi
LANCIANO. Nubifragio anche nel Frentano ieri pomeriggio, con treni fermi, alberi caduti e incidenti stradali. A Lanciano, prima delle 16, la furia della pioggia ha fatto “esplodere” un tombino nel mezzo della carreggiata di viale Cappuccini, all’altezza del complesso residenziale Agorà. In quel momento sopraggiungeva la Fiat 500 guidata da G.M., 23enne lancianese, che è finita con la ruota sinistra nel buco lasciato aperto dal tombino. A quel punto la conducente ha perso il controllo della macchina che ha finito per schiantarsi contro il cordolo del marciapiede opposto. L’urto ha fatto scoppiare entrambi gli airbag dell’auto. Per la giovane tanto spavento, escoriazioni e traumi alle ginocchia e alle braccia. È stata soccorsa e trasportata nell’ospedale Renzetti per cure e accertamenti. Le sue condizioni, comunque, non sono gravi. Sul posto, per i rilievi, una pattuglia della polizia municipale, chiamata poi a controllare la situazione nella vicina contrada Marcianese, dove sono caduti alcuni alberi in strada, ma senza gravi conseguenze. Fiumi d’acqua hanno attraversato anche diverse strade del centro e della periferia. In alcune zone della città è caduta anche la grandine. Un altro incidente si è invece verificato, sempre ieri pomeriggio nel corso del breve ma intenso nubifragio, lungo la strada provinciale che da Lanciano porta a San Vito marina. Un’auto, con a bordo un ragazzo e una ragazza, è sbandata a causa della pioggia finendo, per alcuni metri, nel costone in contrada Castellana, un tratto pieno di curve e tornanti. Sono intervenuti i vigili del fuoco per tirare fuori i giovani, rimasti in bilico nell’auto, e i carabinieri di Ortona. I due feriti sono stati portati in ospedale a Lanciano ma non sono gravi.
Per via del maltempo nella stazione ferroviaria di Fossacesia sono stati fatti fermare due treni Frecciabianca. I convogli sono rimasti in stazione per circa due ore, in via precauzionale, aspettando che l’ondata improvvisa di maltempo si placasse. (s.so.)

