Salta un altro consiglio comunale L’opposizione: il sindaco si dimetta

CHIETI. L’accordo in maggioranza sembrava ritrovato, ma alla prova dell’aula è mancato il numero legale. Ancora nulla di fatto per l’approvazione della delibera sugli incarichi del segretario...
CHIETI. L’accordo in maggioranza sembrava ritrovato, ma alla prova dell’aula è mancato il numero legale. Ancora nulla di fatto per l’approvazione della delibera sugli incarichi del segretario generale Celestina Labbadia: una parte della maggioranza è contraria al rinnovo della convenzione del 2019 con il Comune di Torrevecchia – che prevede che Labbadia svolga il ruolo di segretario anche in quel paese – un’altra parte, tra cui il sindaco Diego Ferrara, è invece favorevole. Nell’ultima seduta consiliare del 24 ottobre il primo cittadino – appoggiato solo dai consiglieri Luigi Febo, Giulia Di Gregorio e Andrea Rondinini – è stato messo in minoranza e costretto a ritirare la delibera, tornata in aula ieri, ma senza numero legale. Assenti sia i consiglieri di Liberi a sinistra (Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Valentina De Luca) fin da subito contrari, pensando che il segretario generale dovesse lavorare a tempo pieno a Chieti, sia il consigliere Pd Paride Paci. Sarebbe bastata la sola presenza di Paci per mantenere il numero legale. «Alle 17 e 7 ero lì», spiega il consigliere, «ho fatto 7 minuti di ritardo per motivi di lavoro, me ne assumo tutta la responsabilità». La minoranza, invece, attacca: «Dopo la sconfitta politica rimediata dal sindaco Ferrara e dal presidente Febo nella scorsa seduta», dicono i capigruppo Serena Pompilio (Azione politica), Mario Colantonio (Lega), Carla Di Biase (FdI), Mario De Lio (Udc), Bruno Di Iorio (lista Di Iorio sindaco), Giampiero Riccardo (Chieti viva) e Maurizio Costa (Forza Chieti), «è arrivato il momento per il sindaco, dinnanzi all’immobilismo e pressappochismo, di alzare bandiera bianca e dimettersi per il bene della città».
La maggioranza replica assicurando che sulla delibera era stato trovato l’accordo. Il consigliere Vincenzo Ginefra aveva infatti proposto un emendamento che ne limava alcuni aspetti. Tanto è vero che nella commissione che si è tenuta ieri pomeriggio alle 15.30 era stato espresso parere favorevole da tutti gli esponenti della maggioranza che erano presenti. Il sindaco invece non si dice preoccupato per l’ennesimo stop: «Tutti possono esprimere il proprio dissenso», dice, «sarebbe un problema se riguardasse scelte programmatiche e linee di mandato, ma non è questo il caso». Non manca, però, una puntualizzazione: «Quando mi è capitato di essere in dissenso, l’ho fatto esprimendone in presenza le motivazioni, perché parto dal presupposto che chi è assente ha sempre torto». Tutto rimandato, dunque, alla seconda convocazione di martedì. E così, a conti fatti, sottolineano dall’opposizione Costa e Colantonio, «sono andati in fumo circa 9mila euro, tra commissioni e sedute consiliari, per non fare nulla».

