«Salvare D’Orazio era quasi impossibile»

Il medico legale D’Ovidio consegna la perizia in Procura: compromesso il quadro clinico del titolare del Gran Caffè Vittoria
Alcune omissioni da parte del personale medico ci sarebbero state, ma in un quadro clinico complessivo molto compromesso. Tanto da essere impossibile strapparlo alla morte. Il medico legale Cristian D’Ovidio ha consegnato al pm Giuseppe Falasca i risultati della perizia tecnica disposta dalla procura per accertare le cause della morte di Roberto D’Orazio, titolare del Gran Caffè Vittoria scomparso il 15 ottobre scorso all’età di 69 anni. Le indagini sono scaturite dopo l’esposto in procura presentata dalla moglie Lucia e dalle figlie Gabriella, Renata e Mariangela, assistite dall’avvocato Andrea Di Lizio, le quali ritengono che dietro la svolgimento dei fatti che hanno portato alla polmonite settica e quindi al decesso del loro congiunto ci sia qualcosa di anomalo.
Non accusano nessuno, ma vogliono chiarezza. I familiari di D’Orazio avevano chiesto anche l’autopsia, ma il pm Falasca, che sta indagando sulla vicenda, non ritenne che fosse necessaria, «in quanto l’esame», aveva spiegato l’avvocato Di Lizio, «è stato già eseguito dalla Asl che ha proceduto, dietro nostra richiesta, anche ai prelievi vari di tessuti da sottoporre agli esami istologici».
La procura, invece, affidò al medico legale D’Ovidio l’esame della documentazione clinica, sufficiente a fare luce sulla vicenda.
Roberto D’Orazio, titolare del bar simbolo dei portici di Chieti, un vero è proprio marchio della città, venne ricoverato al policlinico ai primi di settembre per un blocco intestinale. Nel reparto medico si ritenne non dover procedere ad alcun esame, raccontarono i familiari. L’8 settembre l’imprenditore teatino andò in coma e venne trasferito d’urgenza nel reparto di rianimazione dove i medici procedettero a sottoporlo a una Tac. L’esame evidenziò che il titolare del bar aveva una occlusione intestinale.
L’intervento chirurgico venne deciso il giorno seguente, il 9 settembre. Il decorso post operatorio si presentò complicato, ma D’Orazio lentamente si riprese. Le figlie man mano che passavano i giorni nutrivano buone speranze che presto il papà si sarebbe rimesso. Ma il 15 ottobre le condizioni di D’Orazio si aggravarono repentinamente. Fino alla morte dell’imprenditore nel reparto di Rianimazione.
Una morte sospetta per i familiari che chiedono la verità.
Ora i risultati della perizia sono pronti. Toccherà al pm Falasca pronunciarsi in merito e tracciare i prossimi passi della vicenda giudiziaria.

