Salvataggio dall’auto in fiamme, premiato

11 Febbraio 2022

Ortona, encomio solenne concesso al maresciallo Verì: soccorse un uomo che voleva uccidersi

ORTONA. Salvò dall’auto in fiamme un uomo che voleva uccidersi. Per questo al maresciallo Antonio Verì è stato concesso l’encomio solenne.
Ieri, nella caserma Pasquale Infelisi di Chieti, sede del Comando legione carabinieri Abruzzo e Molise, il comandante, generale di brigata Paolo Aceto ha consegnato a Verì, in servizio alla stazione dei carabinieri di Ortona, l’encomio solenne, come prima attestazione di merito, concesso dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri generale di corpo d’armata Teo Luzi con la seguente motivazione: «Addetto a stazione carabinieri, con ferma determinazione, generoso altruismo ed eccezionale senso di abnegazione, non esitava, insieme con altro militare, ad estrarre con estrema difficoltà dall’abitacolo di un’autovettura alimentata a gpl e avvolta dalle fiamme, un uomo che aveva tentato il suicidio, traendolo in salvo. Chiaro esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere».
L’episodio risale al 23 aprile 2021 quando, a Ortona, alcuni passanti segnalarono al 112 la presenza di un uomo in evidente stato di alterazione. Sul posto intervenne la pattuglia della stazione dei carabinieri di Ortona, composta dai marescialli Verì ed Eleonora Marziello. I due rintracciarono subito la Fiat Panda: dalle portiere usciva un fumo denso. Dopo aver raggiunto il veicolo e spaccato il finestrino perché le portiere erano bloccate, estraevano l’uomo, ormai privo di conoscenza a causa del fumo inalato, e nonostante la mole, appesantita dallo stato di incoscienza, riuscivano a trascinarlo fuori dall’auto mentre il gpl contenuto nel serbatoio improvvisamente si vaporizzava nell’aria, determinando l’innesco di un violento incendio con fiamme alte fino a tre metri. Ma non è tutto: mentre i due carabinieri trascinavano a distanza di sicurezza l’uomo, il motore dell’utilitaria, a causa del cortocircuito provocato dall’incendio, si avviava provocandone la partenza improvvisa: per evitare di essere investiti e colpiti dalle fiamme, i carabinieri furono costretti a trascinare l’uomo in maniera ancor più repentina fuori dalla traiettoria del veicolo.
Stessa ricompensa di Verì è stata concessa a anche a Marziello, attualmente in servizio in una stazione carabinieri del Nord Italia.