Salvataggio fallito La Pasqua amara dei 90 dell’Alimonti

4 Aprile 2015

I sindacati Cgil e Cisl: lavoreremo per uscire da questo stallo Alla nuova gara si ripresenterà il re del grano Casillo?

ORTONA. Una doccia fredda che non ci voleva per i 90 dipendenti del Molino Alimonti, tra cui circa 50 dello stabilimento di Ortona. Il nulla di fatto nell'operazione salvataggio dell'azienda, quando ormai questa sembrava avviata verso una ripresa dopo che il gruppo Molini Alimonti & Co. Srl. se la era aggiudicata all'asta per oltre 2 milioni e 800mila euro, fa ricadere nel baratro le maestranze che adesso aspettano nuovi sviluppi sulla vicenda. Ad un passo dalla svolta positiva della vertenza, il giudice fallimentare Nicola Valletta ha stabilito insufficiente l'importo delle fidejussioni presentate dalla nuova società, facendo saltare l'aggiudicazione. «Questa notizia è senz'altro un'ulteriore doccia fredda per i lavoratori in mobilità», ha commentato il segretario regionale della Flai-Cgil Ada Sinimberghi. «Il fatto che più aziende avessero dato la propria disponibilità all'affitto della Molino Alimonti rappresentava per gli operai una speranza di occupazione. Queste nuove notizie ci aprono una serie di dubbi e una condizione ancor più di incertezza rispetto alla soluzione per la vicenda di una delle industrie agroalimentari più importanti d'Abruzzo e non solo». Il sindacato aveva chiesto alla Regione di avviare un tavolo di confronto per capire quali potevano essere i tempi per una ripresa della produzione, ma è chiaro che ora è tutto da rifare. Le sigle sindacali Flai-Cgil e Fai-Cisl sono impegnate per cercare di comprendere quelli che saranno i prossimi scenari e dalle parole della Sinimberghi non si rimarrà con le mani in mano: «Stiamo pensando di mettere in atto delle azioni per muovere questa situazione che naturalmente è peggiorativa di giorno in giorno, non solo per quanto riguarda le attività produttive ma anche a livello occupazionale, sperando che le maestranze possano riprendere il loro lavoro al più presto». Con ogni probabilità ora dovrà essere bandita una nuova gara, in cui il nome forte potrebbe essere rappresentato dal “re del grano” Pasquale Casillo, che già nella precedente asta aveva lottato per la vittoria fino all'ultimo. «La situazione ora è seria, siamo preoccupati» ha spiegato il segretario della Fai-Cisl, Franco Pescara, «anche perché non riusciamo ad avere un confronto diretto con l'azienda, l'affidabilità che ha dimostrato nel corso di questi anni è tendente a zero». E l'ultimo pensiero del sindacalista va ai lavoratori: «Passeranno di sicuro una bruttissima Pasqua», ha aggiunto, «si erano un po' risollevati e invece per loro è arrivata l'ennesima beffa».

Alfredo Sitti

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