Salvatore denunciò tutto, ecco il verbale

10 Gennaio 2015

L’avvocato-consigliere accusò il primo cittadino in aula, la trascrizione diventa una prova

CHIETI. «Questa amministrazione cosa ha fatto? Ha detto è interesse dare ragione all’impresa, questo è anomalo!». E’ la parte clou di quanto aveva affermato, in un suo intervento deregistrato, il consigliere del Pd Gabriele Salvatore durante il consiglio comunale del 28 ottobre 2013. Quando in scaletta c’era, tra le altre cose, la trattazione dell’ordine del giorno di Alessandro Giardinelli che aveva chiesto l’annullamento, in autotutela dell’ente, della procedura negoziata che aveva portato all’affidamento dei lavori per il rifacimento della pista di atletica dello stadio Guido Angelini.

Ma durante la turbolenta seduta consiliare si era parlato anche della delibera di giunta che, pochi giorni prima, aveva dato sostegno dinanzi al Tar alla ditta Akka srl, società proponente del progetto Megalò 3. Il consigliere Salvatore è una furia mentre il sindaco, seduto al suo posto, non fa una grinza. «Questa amministrazione con la delibera di giunta arriva a scrivere nientemeno “pertanto si costituisce in giudizio al fine di assicurare idonea tutela degli interessi dell’ente”, interesse dell’impresa che ha fatto ricorso, interesse dell’impresa che ha fatto ricorso», gridò in aula a denti stretti il consigliere Salvatore. Il quale non pago e malgrado gli inviti a terminare il suo intervento arrivati dall’ufficio di presidenza, aggiunge: «E’ una cosa incredibile è scandaloso quello che sta succedendo. La cosa anomala è che il Comune di Chieti- aveva sottolineato Salvatore- che è l’ente che viene citato in giudizio, la prima cosa che fa nella delibera che cosa scrive? Che è interesse dell’ente conseguire la sospensione del provvedimento. Di solito quando c’è chi fa ricorso al Tar lo fa per chiedere la sospensione del provvedimento e l’amministrazione che si costituisce resiste! Dice no, non ci sono i presupposti, questo fa un’amministrazione». Altre anomalie sul progetto Megalò 3 erano state sollevate già diversi mesi prima, nel maggio 2013, dal consigliere regionale del Pd Camillo D’Alessandro il quale aveva denunciato in Regione come al posto del parco fluviale e della pista ciclabile, insediamenti previsti contestualmente alla realizzazione del primo Megalò, sarebbe in realtà nato un McDonald. Struttura di cui si parlava con insistenza agli albori del progetto Megalò 3.(j.o.)