Salvi 12 posti di lavoro della Essegiesse

29 Marzo 2017

La notizia del salvataggio dopo sei giorni di sciopero. I dipendenti hanno sospeso l’agitazione

ATESSA. Sono salvi i 12 lavoratori della Essegiesse, fabbrica che opera nel circuito San Marco e al centro di una delicatissima vertenza post fallimento del noto marchio frentano. Dopo sei giorni di sciopero a oltranza, indetto dalla Uilm-Uil ,e condiviso con i lavoratori della Sogeco e alcuni dipendenti della stessa San Marco, le due aziende interessate dall’acquisizione della San Marco, la Blutec e la Scattolini, si sono impegnate venerdì scorso a riassorbire e assumere sia i 12 dipendenti della Essegiesse che i 22 della Sogeco. Inizialmente la Essegiesse non era rientrata nell’acquisto da parte della società veronese Scattolini essendo in affitto, fino al 31 marzo, al gruppo Blutec, ex Stola, che ha gestito la San Marco negli anni del post fallimento, ma che, all’ultimo momento, ha deciso di non rilevare la San Marco e di non partecipare nemmeno alle aste di vendita. Ad acquistare la San Marco assieme ai suoi 163 dipendenti diretti è stata invece la Scattolini di Verona, azienda per la produzione di cassoni fissi e ribaltabili che ha presentato l’unica offerta di 1.650.000 euro su un prezzo base di 1.851.045. A quel punto però per i 12 dipendenti della Essegiesse si è aperta la voragine del futuro, assieme a una serie di scontri interni, al limite della rissa, tra i lavoratori, i rappresentanti sindacali e anche con i rappresentanti delle due aziende nel corso dei vari tavoli di trattative. La comunicazione del salvataggio dei posti di lavoro, «al solo fine di dirimere l’attuale confronto sindacale», come hanno scritto le due società in un documento, è arrivata quindi a dare sollievo a tutti. «Con i documenti ufficiali alla mano», scrive in una nota un gruppo di lavoratori Essegiesse, « abbiamo revocato lo sciopero e il blocco degli straordinari. All’assemblea hanno partecipato anche i segretari della Uilm ai quali va il nostro ringraziamento per il sostegno e la solidarietà ricevuta anche dalla rsu Uilm dell’indotto Sevel. L’unità dei lavoratori ha retto nonostante le notevoli pressioni esterne e le schermaglie tra i militanti delle diverse organizzazioni sindacali. Clamoroso il caso della segreteria Fim-Cisl che ha deciso di non aderire allo sciopero a oltranza, mentre alcuni dei suoi militanti hanno sostenuto con noi la vertenza».

Daria De Laurentiis