Salvi e l’ospedale: «Da tempo vogliamo la Casa della salute»

Guardiagrele, il sindaco replica alla consigliera Di Crescenzo «Nostra la proposta nel 2010 e che il suo gruppo disprezzò»
GUARDIAGRELE. Botta e risposta tra la consigliere comunale d’opposizione Gianna Di Cescenzo, e il sindaco Sandro Salvi per quanto riguarda il futuro del locale ospedale Santissima Immacolata. «È veramente sorprendente», osserva il primo cittadino, «leggere quanto dichiarato dalla consigliere Di Crescenzo in tema di ospedale. Infatti, finora lei e il suo gruppo, hanno sempre rifiutato ogni ipotesi di riconversione della struttura, dichiarando, in ogni occasione, il loro pensiero a riguardo. A titolo di esempio», continua Salvi, «basterebbe ricordare le sue dichiarazioni in occasione del consiglio comunale del 21 dicembre 2010: “Abbiamo due obiettivi diversi, noi vogliamo un ospedale per acuti con un Pronto soccorso vero, voi volete un presidio territoriale di assistenza con qualcosa in più... Rsa..., quindi vediamo che i nostri obiettivi sono diversi”. Forse la consigliere Di Crescenzo», osserva Salvi, «non sa che la Casa della salute da lei proposta, non è altro che il Presidio territoriale di assistenza potenziato, che noi avevamo proposto nel 2010 e che lei e il suo gruppo avevano tanto disprezzato».
Salvi, spiega poi che, in realtà, le strutture territoriali che nascono dalle riconversioni di ospedali, vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni in cui si trovano, per cui, ad esempio, la stessa struttura che in Abruzzo è denominata Presidio territoriale di assistenza si chiama in altre regioni Casa della salute. «Quindi», continua Salvi, «devo prendere atto che la consigliera Di Crescenzo ha cambiato radicalmente parere, abbracciando la nostra posizione e mi sento quindi di darle il benvenuto tra coloro che guardano avanti e non fanno battaglie di retroguardia. Ma è però evidente che la sua “conversione” è solo opportunismo politico ed è, in realtà, fortemente legata al cambio di governo regionale che, certamente, intende procedere con un ulteriore ridimensionamento della rete ospedaliera».
Secondo Salvi non è poi chiaro a che titolo parli Di Crescenzo, se a titolo personale, a nome del suo gruppo consigliare di cui è ancora capogruppo, a nome del suo partito, oppure come emissario della giunta regionale. «Personalmente», osserva il sindaco, «credo che, in primis, debba fare chiarezza nel suo gruppo che, non credo, condivida la sua visione, visto che appare diviso e confuso. Di Crescenzo asserisce poi che la Asl e la Regione sono pronti a dialogare, adombrando il sospetto che noi non abbiamo la stessa disponibilità. Questo è veramente falso. In realtà», osserva Salvi, «come la recente esperienza della Rems dimostra, noi abbiamo costantemente cercato un dialogo che ci è stato però sempre rifiutato. Abbiamo chiesto di incontrare il commissario-presidente Luciano D’Alfonso, ma inutilmente, nonostante appuntamenti confermati. Siamo stati costretti a fare irruzione nel consiglio regionale, per poter almeno approcciare un dialogo. Sappiamo però che il confronto sul nostro ospedale effettivamente esiste, ma senza il sindaco e la sua amministrazione». Salvi, in merito ricorda che si sono tenuti incontri ai quali non è stato invitato, ma dove erano presenti i rappresentanti del gruppo di opposizione. «È evidente», osserva il sindaco, «che si preferisce la via politica, di parte, alla via istituzionale. Questo è un fatto gravissimo. Io e la mia giunta», conclude Salvi, «rinnoviamo la disponibilità a dialogare sul tema della sanità a Guardiagrele con tutti e senza alcun pregiudizio politico di merito, ma nel solo interesse dei cittadini».
Giovanni Iannamico
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