Salvi: sull’ospedale cittadini presi in giro

6 Agosto 2016

GUARDIAGRELE. L’ex sindaco e attuale consigliere comunale di opposizione, Sandro Salvi, scende in campo per fare chiarezza su quanto si sta affermando in questi giorni sulla vicenda ospedale...

GUARDIAGRELE. L’ex sindaco e attuale consigliere comunale di opposizione, Sandro Salvi, scende in campo per fare chiarezza su quanto si sta affermando in questi giorni sulla vicenda ospedale Santissima Immacolata. «Stiamo assistendo», dice, «a una potente azione di comunicazione da parte della Regione, del Comune e della Asl, nel tentativo di far digerire all’opinione pubblica la chiusura dell’ospedale. Prendendo in giro i cittadini, vengono sbandierati ben 100 posti letto e l’attivazione di nuovi servizi territoritoriali. Qualcuno», osserva Salvi, «crede addirittura che si stia riaprendo l’ospedale, ma la realtà è ben diversa».

L’ex primo cittadino, precisa che i posti letto che vengono tanto propagandati sono di tipo territoriale. «Si tratta cioè», spiega Salvi, «di strutture che, al di là della denominazione tecnica, sono in pratica delle Rsa a vocazione psichiatrica, analoghe a quelle già presenti da qualche anno presso il nostro ospedale. I 20 posti letto di ospedale di comunità, con la collaborazione dei medici di famiglia, sono i soli destinati a ospitare pazienti che necessitano di ricovero a bassa intensità assistenziale. I servizi ambulatoriali», continua Salvi, «sono poi, in sostanza, quelli già presenti ma, nel frattempo, il Laboratorio analisi è stato chiuso e la Radiologia, chiuderà il 14 agosto».

Salvi, evidenzia quindi che in sostanza, si tratta dello stesso Pta già previsto nel piano Baraldi-Chiodi del 2010, prima tanto avversato dal Pd e da Dal Pozzo e oggi, caldamente accettato. «Vorremmo quindi sapere», osserva Salvi, «dove sta il potenziamento dell’offerta dei servizi sanitari per i cittadini di Guardiagrele e per quelli del territorio di riferimento. Sembrano così lontani i tempi in cui il sindaco Simone Dal Pozzo e l’assessore regionale Silvio Paolucci, nelle loro rispettive campagne elettorali, avevano promesso chissà cosa ai guardiesi, così, come sembrano lontani, i tempi in cui il sindaco Dal Pozzo, nei cinque anni precedenti ha trascorso le domeniche in piazza a sventolare carte e a autoproclamarsi paladino dell’ospedale e della comunità. Ci piacerebbe sapere», osserva Salvi, «come sia avvenuta la conversione che ora lo porta ad accettare supinamente tutto questo e che cosa è cambiato. La risposta però è semplice: sono cambiati l’amministrazione comunale e quella regionale e, una volta al governo, tutto va bene, per disciplina di partito. La stessa disciplina», conclude Salvi, «che la mia amministrazione comunale non ha però mai manifestato».

Giovanni Iannamico

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