«Salviamo Santa Maria della Pace» Appello per l’ex chiesa in rovina

L’edificio del 1440 costruito a testimonianza dell’armonia raggiunta tra le due città dopo le guerre Vinciguerra (Italia Nostra): va recuperata e tutelata. Di Marco (Storia patria): è un luogo-simbolo
ORTONA. Salvaguardare quel che resta della chiesa di Santa Maria della Pace, edificio storico che unisce le comunità di Lanciano e Ortona perché fu costruito nel 1440 a testimonianza della pace raggiunta fra le due città da decenni in guerra, per intercessione del frate francescano Giovanni da Capestrano: è la richiesta che fanno alle istituzioni - Sovrintendenza in primis - i presidenti dell’associazione ortonese di “Storia Patria”, l’avvocato Andrea Di Marco, e della sezione abruzzese di Italia Nostra, l’architetto Pierluigi Vinciguerra visto lo stato di abbandono della chiesa. Dopo il crollo del tetto alla fine degli anni ‘90, ad oggi dell’antico sito in contrada Madonna delle Grazie, a Ortona, su un’area che è diventata proprietà privata agli inizi dell’Ottocento, resta solo la struttura muraria quattrocentesca che però, come denunciano le associazioni, è a rischio, «starebbe subendo un tentativo di smantellamento da parte di ignoti».
Incuria, degrado, abbandono e indifferenza la fanno da padrone mentre l’antica chiesa «dovrebbe essere tutelata e recuperata». «A ricordo della pace firmata il 17 febbraio 1427 Ortona e Lanciano si impegnarono a dare dei terreni perché fossero erette due chiese: nel 1430 a Lanciano fu costruita la chiesa di Sant’Angelo della Pace (oggi Sant’Antonio) mentre a Ortona la chiesa di Santa Maria della Pace», ricorda Vinciguerra, «e a Ortona sorse pure un convento di frati minori di cui non resta più nulla perché gli ultimi resti delle mura furono abbattuti nel 1975 per far spazio a capannoni industriali poi dismessi. L’area divenne privata agli inizi dell'Ottocento e lo è ancora oggi». «Si parla di una chiesa-simbolo di Ortona, è infatti anche l’unico monumento rimasto del secondo insediamento francescano nella città e protagonista pure della Battaglia di Ortona del 1943, ma anche di Lanciano», aggiunge Di Marco, «dichiarata di notevole interesse e sottoposta a tutela da parte del ministero della Cultura con un decreto (il n. 14662 nel 1988): va tutelata».
E le richieste di intervento per salvaguardare la struttura da parte delle associazioni sono state fatte. «A febbraio 2023 c’è stata anche un’ordinanza sindacale del Comune di Ortona con la quale, a seguito di un intervento dei vigili del fuoco per un crollo della parete lato nord, si obbligava la proprietà a provvedere entro e non oltre 15 giorni alla messa in sicurezza delle parti pericolanti, ma pare sia stata disattesa», precisa Di Marco che ricorda che l’associazione dal 2000 ha chiesto al Comune di acquisire la struttura per recuperarla. «Abbiamo anche già scritto alla Sovrintendenza provinciale chiedendo un incontro e un sopralluogo ma senza avere risposta», chiude Vinciguerra. «Ci rivolgeremo quindi al ministero della cultura per chiedere un’ispezione e inviteremo il sindaco di Lanciano e il commissario di Ortona a un incontro per chiedere loro di impegnarsi nella tutela di questo prezioso sito storico e culturale: un patrimonio che rischia di andare completamente perso».

