Salvini lancia Paolini: è il sindaco giusto

Il capo della Lega parla a 500 militanti: «Ha amministrato già e può fare la differenza, adesso vinciamo al primo turno»
LANCIANO. Camicia bianca con le iniziali M.S. e jeans. Matteo Salvini è arrivato puntuale al suo bagno di folla tutto lancianese, in forma per arringare gli oltre 500 che, nonostante un caldo primo pomeriggio di domenica, uno degli ultimi prima dell’autunno, sono arrivati ad affollare parte di corso Trento e Trieste davanti alla sede dalla Lega. Tifo da stadio da parte dei rappresentanti regionali, primi fra tutti, l’assessore Nicola Campitelli e il segretario regionale della Lega, Luigi D'Eramo, che lo hanno presentato ai cittadini, al grido di “Riprendiamoci Lanciano”, il comizio di Salvini è stato preceduto da alcune frasi del candidato sindaco, Filippo Paolini che ha parlato della «campagna di fango» degli altri candidati e concluso con un «forza Lanciano» in stile salviniano.
«È fondamentale avere il sindaco giusto», ha esordito il leader della Lega che ha poi riproposto una miscellanea di cavalli di battaglia, dal ddl Zan agli ingressi clandestini, fino al processo che lo vede imputato il 23 settembre a Palermo per sequestro di persona sul caso della nave Open Arms, «perché i famosi fondi europei arrivano a Roma in gran parte in prestito che dovranno restituire i nostri figli entro il 2056. Non è un regalo, occorre spenderli bene quei soldi e chi li spenderà sono i sindaci, non i ministri. Ad esempio ci sono 4 miliardi per gli asili nido, altri per le barriere architettoniche, scuole elementari, palestre, digitalizzazione della pubblica amministrazione: quei soldi andranno ai Comuni che più in fretta degli altri porteranno dei progetti, e quindi chi meglio di uno che ha già fatto il sindaco, per tornare a fare il sindaco della vostra comunità», ha detto Salvini, «perché uno vale uno non funziona. Abbiamo bisogno di gente onesta, ma chi grida onestà e governa Roma nella monnezza non sono bravi sindaci. Per il vostro futuro», ha proseguito, «è importante avere uno che dal giorno dopo sa cosa deve fare e dove andrebbero spesi bene i soldi per Lanciano. Spesi bene perché di soldi spesi male ne abbiamo una marea, ad esempio gli 8 miliardi per il reddito di cittadinanza. Chi ha effettivamente bisogno perché non può lavorare, il disabile, il fragile, l’anziano venga aiutato, ma non posso dare 800 euro al mese per due anni a uno che sta a casa quando ci sono pensionati a 400 euro e disabili a 300 euro, soldi che poi vanno agli immigrati che tornano al loro paese e mangiano alla faccia nostra, non siamo mica il banco benefico». Toccati tutti i temi caldi dell’agenda salviniana, tra cui le recenti aggressioni da parte di immigrati, Salvini si è avviato alla conclusione prima di ripartire per San Benedetto: «Conto su di voi in questi 21 giorni e vi chiedo una cortesia: almeno a Lanciano, grazie a un esercito sorridente e pacifico come questo, portiamo la vittoria a casa al primo turno e ci vediamo per festeggiare».

