Salvini parla ai teatini: Di Stefano miglior sindaco

21 Febbraio 2020

Il capo della Lega rilancia la candidatura: «Con gli alleati troveremo la soluzione»

CHIETI. Lo chiama già «sindaco»: è un errore quello fatto ieri nel palazzo della Provincia o un messaggio agli alleati del centrodestra che protestano? Di certo Matteo Salvini torna a Chieti per la seconda volta in 61 giorni e tira dritto: il candidato sindaco è sempre Fabrizio Di Stefano, lo stesso che era stato annunciato lo scorso 22 dicembre con una parata al Supercinema. Salvini afferra una piantina gialla donata da una militante della Lega, abbraccia due disabili di Cepagatti e Pescara e indossa la felpa nera con la scritta Chieti in verde donata dal consigliere comunale leghista Marco Di Paolo. Poi tira la volata a Di Stefano: «Al tavolo con gli amici del centrodestra si troverà la soluzione perché noi guardiamo al futuro e non al passato», dice Salvini. E questa dichiarazione ha un destinatario: Forza Italia che, con l’assessore regionale Mauro Febbo, ha alzato un muro contro Di Stefano, prima chiedendo le primarie di coalizione e poi tentando un accordo con Italia Viva del consigliere Alessandro Marzoli. «Noi lavoriamo per compattare tutto il centrodestra», dice Salvini ma in queste ore quell’unità è a rischio: sono tre i fronti e cioè Di Stefano, Febbo e Paolo De Cesare che, domani alle 11 all’hotel Parco Paglia, annuncerà la sua discesa in campo. Salvini però è certo: Di Stefano, afferma, è il miglior candidato possibile e su questo la Lega non è disposta a trattare. Salvini parla anche tra le righe: «Ma non è importante solo il candidato», dice, «conta la squadra e chi ha sbagliato non può fare parte di una squadra che si propone di vincere le elezioni».
A Di Stefano Salvini chiede un programma di 20 pagine con un punto fermo: in un momento di crisi, «quel poco che c’è va prima agli italiani». E giù con gli applausi della platea. «C’è bisogno di gente tosta anche a Chieti. Mi aspetto un programma concreto. Sul commercio, per esempio, chi riapre un negozio chiuso non paga le tasse per tre anni. E poi attenzione al lavoro e vicinanza alle famiglie intese come mamma e papà e non come genitore 1 e 2». Tra selfie e annunci, Salvini fa l’in bocca al lupo a Di Stefano e promette nuove visite in città: «Fare il sindaco è il lavoro più difficile del mondo. Prima di finire la mia carriera vorrei fare anch’io il sindaco. Ma prima, siccome sono testone, voglio tornare al governo».
Di Stefano incassa la seconda spinta di Salvini e sorride: «Sono emozionato. Queste visite significano orgoglio e responsabilità non soltanto per vincere le elezioni ma per dimostrare a Chieti che si può amministrare bene e si può rilanciare una città in sofferenza. E dico questo consapevole che i 3.200 anni di storia non devono essere un orpello da taschino ma si deve puntare sulla storia, sul patrimonio culturale, sulle tradizioni di Chieti per coniugare identità e innovazione e costruire un rilancio economico e sociale della città».