Salvini tra arrosticini e Coca Cola

6 Gennaio 2019

Il pranzo del ministro e i complimenti alla cuoca: mi ha detto brava e poi un selfie

CHIETI. «Quando gli ho chiesto se dovevo chiamarlo ministro o vicepremier, Salvini mi ha risposto: “Chiamami Matteo”. E io così ho fatto». Massimiliano D’Orazio è uno dei titolari del Cafè Racer, il bar pizzeria di via Tirino dove il leader della Lega si è fermato per una pausa di un’ora nella prima tappa della visita per lanciare la campagna elettorale in vista delle regionali. Il giorno dopo, Massimiliano ripercorre quei momenti passo dopo passo. Giacca della polizia di Stato, jeans chiari e scarpe da trekking, Salvini è arrivato nel locale di Santa Filomena alle 14.10. E ha sfoderato massima informalità anche durante l’aperitivo pranzato, confermando l’allergia a qualsiasi protocollo come già dimostrato nel corso della mattinata consumata tra gli abbracci dei fan e le centinaia di selfie in centro storico e all’auditorium Cianfarani. Una cinquantina gli invitati, il ministro dell’Interno si è seduto al tavolo con altri pezzi grossi della Lega, come il senatore Giuseppe Bellachioma e il deputato Luigi D’Eramo. C’erano anche i candidati alle regionali e i vertici locali del partito, come il commissario cittadino Palmerino Mammarella e il responsabilità dell’area teatina Antonello D’Aloisio. Salvini ha mangiato 10 arrosticini, ma niente vino. Ha bevuto una Coca-Cola e assaggiato zuppa di ceci e zucca, crostata con patate, pancetta e provola e focacce farcite. «Mi ha detto che gli arrosticini li aveva già mangiati», dice D’Orazio, «ma che questi erano speciali». Non sono mancati neppure un brindisi con Massimiliano e la sua socia Serena Cerritelli e una sigaretta fumata davanti al locale, presidiato dagli uomini della scorta e della Digos. «Poi il ministro mi è venuto a bussare alla porta della cucina, si è complimentato per il cibo e ci siamo fatti un selfie», racconta Melania D’Orazio, sorella di Massimiliano, che ha preparato il pranzo insieme al pizzaiolo Alessandro Balla. «Salvini è stato sempre gentile e alla mano», dice la cameriera Natalia Cristina Cocos. «Prima che andasse via», riprende il titolare, «gli ho detto di fare qualcosa di buono per l’Abruzzo. E lui mi ha promesso che ce la metterà tutta». Il caffè lo ha preso al locale di fronte, il bar Vima. E anche lì, un attimo prima di risalire sull’auto blu per spostarsi a Pescara, Salvini non ha rinunciato a un selfie con la cuoca.
Gianluca Lettieri