Samantha collegata dallo spazio: ragazzi, credete nei vostri sogni

30 Aprile 2022

Dalla Stazione spaziale alla scuola media Chiarini-De Lollis, Cristoforetti risponde ai quesiti degli alunni «Siamo sempre sotto pressione per eseguire i compiti al meglio, ma gli errori possono capitare a tutti»

CHIETI. «Vi ascolto forte e chiaro, pronta a rispondere alle vostre domande». A parlare così, ieri alle 9.49, è stata l’astronauta Samantha Cristoforetti: dalla stazione spaziale europea ha dialogato con gli studenti della scuola media Chiarini-De Lollis (istituto comprensivo 1). Sognare, crederci e imparare dagli errori «che possono capitare a tutti», questo il Cristoforetti-pensiero affidato dai ragazzi. Quindici domande e 15 risposte in 10 minuti. Il collegamento spazio-Chieti è stato possibile grazie all’Ariss (Amateur radio on the international space station) che si occupa di mettere in contatto radio gli astronauti della Stazione spaziale con gli alunni delle scuole di tutto il mondo e alla sezione di Pescara dell’Ari (Associazione radioamatori italiani) che ha fornito la strumentazione. «Sei il nostro orgoglio italiano», le ha detto la preside Grazia Angeloni; «Un’emozione fortissima», per il docente di tecnologia Giovanni Cielo, «abbiamo voluto lanciare ai ragazzi questo messaggio: con impegno e sacrificio si può volare in alto. Il progetto vuole stimolare ragazze e ragazzi allo studio delle materie tecnico-scientifiche, far scoprire loro il mondo dello spazio, oggi sempre più vicino a noi, e farli riflettere su come l’impegno e il sacrificio possano portare alla realizzazione dei propri sogni, esattamente come è avvenuto per Samatha Cristoforetti». Il resto della scuola ha assistito alla diretta sul canale Youtube Istituto Comprensivo 1 Chieti Web Tv. Ecco le domande.
Matteo Valentini: come si é sentita quando le è stato annunciato di andare sulla base spaziale?
«Sono stata molto, molto felice perché per me è stato un po’ come tornare a casa dopo la prima missione».
Chiara Basciano: quando torna dallo spazio, in cui non c’è gravità, alla terra che sensazioni ha?
«Quando si torna a casa, all’inizio ci si sente pesantissimi perché mente e corpo devono riabituarsi all’idea del peso».
Benedetta Deluca: che effetto le fa vedere la terra girare?
«Un effetto molto bello: è un costante cambiamento dei paesaggi, con una velocità lenta; è molto maestosa».
Sasha Marrone: che tipo di test ha dovuto superare per entrare nella Nasa?
«Io sono all’Esa, l’Agenzia spaziale europea, e ho fatto una selezione di un anno in cui ho fatto sia test di capacità tecnico-cognitivo che psicologici, molto importanti per un astronauta».
Lorenzo Morretti: si è mai sentita sotto pressione?
«Gli astronauti si sentono sempre un po’ sotto pressione perché ci sono tante persone che ci hanno addestrato e contano su di noi affinché eseguiamo bene i nostri compiti e, per questo, cerchiamo di non fare errori anche se gli errori possono capitare a tutti».
Emanuele La Rovere: chi o che cosa l’ha ispirata e dato la forza di perseguire la carriera di astronauta?
«Ho sognato fin da piccola di fare l’astronauta e siccome era il mio grande sogno ho sempre avuto il desiderio e la volontà di perseguirlo».
Giuseppe Marchionno: quali studi si devono fare per diventare un astronauta e in particolare lei quali ha fatto?
«Si selezionano gli astronauti sulla base delle carriere di pilotaggio, quindi serve una grande esperienza di volo, oppure persone con formazione da ingegneri, scienziati, medici e matematici. Io ho fatto una cosa un po’ mista: ho studiato ingegneria e poi sono diventata una pilota militare nella nostra Aeronautica».
Alessandro Bologna: quanto tempo ha impiegato per entrare all’Esa?
«Sono diventata astronauta dell’Esa a 32 anni».
Francesco Del Romano: quali competenze tecniche e informatiche sono necessarie e perché?
«Bisogna avere, in generale, una formazione scientifico e ingegneristico dell’aviazione per possedere quelle competenze tecniche necessarie alla comprensione dei processi. Poi le competenze specifiche si imparano dopo, quando si diventa astronauta».
Daniel Andrew Offer: quanto dura l’addestramento per andare nello spazio?
«Dura diversi anni, ma dipende dal tipo di missione. In occasione del primo volo mi sono addestrata per tre anni; stavolta invece un anno e mezzo».
Cristiano Di Nardo: è stato difficile abituarsi a muoversi con la mancanza di gravità nello spazio?
«La prima volta ci vuole qualche giorno, diciamo un paio di settimane. La seconda volta, invece, è come andare in bicicletta: mi sono trovata subito a mio agio».
Giulia Franceschini: com’è possibile la trasmissione di dati dallo spazio alla terra in tempo reale?
«Abbiamo dei satelliti in orbita geostazionaria: noi trasmettiamo loro e loro trasmettono a terra».
Nathan Marrone: qual è il tempo massimo per rimanere sulla stazione spaziale?
«Non c’è un tempo massimo, di solito restiamo per 4-5 mesi. Ma qualcuno è rimasto anche per un anno intero».
Piero Iezzi: è mai stato sperimentato un metodo per vedere esattamente cosa c’è dentro la luna?
«Sono stati lasciati dei sismografi sulla superficie della luna e così gli scienziati sono in grado di dedurre, grossomodo, la composizione dell’interno della luna e dei vari strati».
Enrico Iezzi: quanto impegno e sacrificio è necessario per diventare astronauti? Quale gioia si prova ad essere astronauti?
«Non è diverso da tutte le altre professioni impegnative: è uno di quei mestieri in cui servono impegno per molti anni e, quindi, bisogna essere disposti a dedicare tanto tempo a questo percorso. Ma, poi, come in tutte le cose difficili si prova una gioia immensa quando si raggiunge l’obiettivo».