San Donato, riapre il piccolo gioiello
Una mostra fotografica sulle tradizioni dà l’opportunità di riscoprire la chiesetta dimenticata dopo il restauro
CHIETI. Nella periferia teatina, torna ad aprire le sue porte un piccolo tempio, dedicato a San Donato, nel quartiere che porta il nome del santo, attraverso una iniziativa assunta da chi è impegnato a far si che non si possano mai perdere le radici in cui affonda il proprio passato. Apre infatti oggi nella piccola e storica chiesetta, appartenente alla parrocchia di San Camillo de Lellis, una mostra fotografica che affronta un tema semplice ma certamente impegnativo: “Le nostre tradizioni”. Le foto rimarranno esposte fino al 9 aprile, e attraverso le immagini racconteranno tanti momenti della vita che fanno parte della tradizione della nostra gente. Sarà l’occasione per scoprire il luogo sacro, sottoposto diversi anni fa ad un accurato restauro, ma che poi ha conosciuto momenti in cui la sua presenza ha rischiato di essere dimenticata. Un destino a cui si è opposto colui che ha organizzato e sta curando l’evento, Luigi Di Liberato, impegnato in primissima linea a far si che quel piccolo gioiello rappresentato dalla chiesa non venga abbandonato. Per ottenere questo scopo, insieme ai chi ha dato il proprio contributo mettendo a disposizione il materiale necessario per allestire la mostra, ha scelto di far raccontare dalle foto gli anni del passato e le tradizioni legate al territorio teatino. È stato così raccolto un piccolo, ma tutt’altro che trascurabile patrimonio, messo a disposizione dei visitatori per tutto il periodo in cui la mostra resterà aperta, patrimonio che è assai importante recuperare e di cui comunque è doveroso conservarne sempre giusta memoria.
«Ci siamo impegnati a proporre», dice Luigi Di Liberato, «una riscoperta di usi e costumi in uno dei rioni storici della città i cui abitanti sono affezionati e orgogliosi della loro chiesa e di quello che ha dato nel passato alla comunità locale. Verrà riaperta in queste giornate della mostra per farla vedere in tutta la sua originale bellezza». Un modo per ridarle in qualche modo vita, che vale un’operazione culturale degna di apprezzamento. L’invito rivolto a tutti è di approfittare di questa mostra per andare a visitarla per toccare con mano intanto la bellezza di questo antico luogo di culto, ma anche per visitare una mostra unica nel suo genere. A completare nel migliore dei modi tutta la manifestazione, ci sarà il prossimo 26 marzo, un concerto del “Coro di Chieti” diretto dal maestro Peppino Pezzullo. Eseguirà, a partire delle ore 18,30, brani noti della musica tradizionale abruzzese. «Vi attendiamo numerosi», è l’invito che appare sui volantini diffusi per annunciare l’evento. Invito da raccogliere.
Gino Di Tizio
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