San Francesco, appello per salvare 300 posti

Vasto. Di Felice (Uil) incontra Smargiassi (M5S) e sindaco: «Il problema rischia di esplodere a gennaio»
VASTO. I dipendenti dell’Istituto “San Francesco d’Assisi” – Fondazione Padre Alberto Mileno di Vasto Marina, fra un mese e mezzo potrebbero perdere il lavoro. L'istituto, che è la terza realtà del territorio in termini occupazionali, è in grave sofferenza. Ieri mattina, al termine di un incontro in Comune richiesto dal segretario della Uil Fpl, Camillo Di Felice, il sindacalista, e il consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S), hanno chiesto al sindaco Francesco Menna di convocare tutte le sigle sindacali, le istituzioni locali, i rappresentanti politici regionali di maggioranza e minoranza, l'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì e il presidente della Regione, Marco Marsilio, per trovare subito una soluzione che eviti un drammatico epilogo. «Il problema è grande», dice Camillo Di Felice, «e rischia di esplodere a gennaio con conseguenze drammatiche». Un epilogo che porterebbe il territorio a perdere un servizio prezioso per la riabilitazione.
L'istituto nato nel 1965 per iniziativa del vastese Padre Alberto Mileno, sacerdote dell’ordine dei Frati Cappuccini d’Abruzzo, è un centro di riabilitazione funzionale polivalente di grande importanza per Vastese, per l'Abruzzo e per il Centro-sud d’Italia. Nell'istituto vengono trattate tutte le minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali dipendenti da qualsiasi causa con diverse modalità di trattamento: residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale, domiciliare. Eppure tutto il personale impiegato, a partire da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, terapisti, logopedisti, assistenti sociali, rischiano di restare a casa. "
«Ritengo», afferma Smargiassi, «che a monte del problema ci siano le mancate prestazioni extraregionali che il San Francesco forniva e che sono state bloccate dal Covid. Calano le entrate e viene meno la disponibilità di molti professionisti. Va però rimarcato che c'è un altro problema riconducibile alla mancata riconversione con accreditamento dei posti letto in Rsa. L'istituto ha acquistato i letti, i letti sono pronti ma inutilizzati. Il problema del setting assistenziale si trascina da anni».
La Fondazione nei giorni scorsi ha annunciato la cassa integrazione. «Il Fis, fondo d'integrazione salariale, ha un limite», rimarca Camillo Di Felice, «che cosa succederà a gennaio quando il Fis non ci sarà più?». Per trecento lavoratori sarebbe un dramma ma così pure per migliaia di utenti. Il problema è territoriale.
«Aspettiamo il governatore Marsilio e l'assessore Verì a Vasto. Non c'è più tempo da perdere», insiste Smargiassi. Il sindaco Francesco Menna ha dato la propria disponibilità a chiedere la convocazione in tempi stretti di un tavolo istituzionale. «Vasto non può perdere un servizio così importante», concorda Menna impegnato affinché il presidente Marsilio e l’assessore Verì pongano in essere tutte le iniziative, di concerto con le organizzazioni sindacali, per salvare il San Francesco. (p.c.)
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