San Francesco, apre il cantiere

Partono i lavori su tetto e facciata dell’antica chiesa chiusa nel 2009 dopo il terremoto dell’Aquila
CHIETI. La chiesa di San Francesco «alle Scale» torna ad animarsi. Dopo anni di abbandono, ieri, sono state montate le impalcature necessarie per partire con i primi lavori di messa in sicurezza del luogo di culto più antico della città costruito intorno al 1200 e chiuso nel 2009 a causa delle gravi lesioni riportate in seguito al catastrofico terremoto che ebbe come epicentro, nell’aprile di quell’anno, il territorio aquilano. La conferma dell’avvio dei primi lavori arriva dalla Prefettura in quanto la chiesa di San Francesco non è di proprietà della Chiesa, ma dello Stato.
«Le risorse per avviare gli interventi» fanno sapere dalla Prefettura «vengono attinti dal Fondo edifici culto. Lavori che sono stati avviati dopo un attento studio di progettazione affidato alla Sovrintendenza ai beni culturali». Dopo la progettazione e l’iter burocratico per l’assegnazione della gara d’appalto, ieri l’avvio del cantiere.
«Per il momento» fanno sapere dalla Prefettura «i lavori interesseranno la facciata esterna della chiesa e il tetto che verranno messi in sicurezza». Interventi provvidenziali alla luce dei crolli di cornicioni che si sono verificati di recente in alcuni antichi palazzi lungo corso Marrucino. Proprio di fronte alla chiesa che, da anni, presenta gravi problemi di staticità. «Dopo il terremoto» spiega Maria Paola Lupo, storica dell’arte del Comune e studiosa della chiesa «San Francesco subito dopo il terremoto è stata chiusa per una criticità della cupola che ha subito diverse lesioni. Ma i problemi di staticità» spiega la studiosa «sono dovuti anche alle trasformazioni che il luogo di culto ha subito nel corso dei secoli. La doppia scalinata, per esempio, è stata costruita successivamente all’edificio per colmare il dislivello che originariamente non era presente e il primo rimaneggiamento è stato eseguito nel periodo Rinascimentale». Le dimensioni e la monumentalità del primo complesso francescano erano comunque più contenute, confacendosi anche alle preferenze dell'ordine mendicante, la chiesa poi fu ampliata ed abbellita nel corso dei secoli, anche per via della sua funzione di "foresteria", ovvero scelta per ospitare, al suo interno, gran parte delle cappelle dedicate alla devozione di famiglie e comunità originarie di altre regioni, trasferitesi poi a Chieti per affari. Ora, facciata e tetto della chiesa dei francescani, risalente al 1239, verranno sistemati dalla ditta I.e.s. Mammarella di Vacri. L’importo dei lavori è di 247.311 euro.
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