San Francesco, chieste soluzioni rapide
Dalla Regione prospettate iniziative con tempi lunghi. Il 28 dicembre incontro azienda-sindacati
VASTO. Non è certo un bel Natale quello che arriva per i dipendenti dell'Istituito San Francesco di Vasto Marina. L'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, durante l'incontro con i sindacati lo scorso fine settimana ha assicurato la sua attenzione nei confronti della Fondazione Padre Alberto Mileno da cui dipende l'istituto e ha prospettato come soluzione per la crisi, il rientro della mobilità passiva. Un passaggio che farebbe crescere il budget ma che richiede tempi lunghi. Serviranno almeno sei mesi prima che la soluzione ipotizzata possa concretizzarsi.
L'amministrazione della Fondazione, rappresentata da padre Franco Berti, non si è espressa. Lo farà il 28 dicembre in un incontro fissato con i rappresentanti sindacali. In attesa di quella data, l'umore dei lavoratori non è dei migliori. Centinaia i posti di lavoro a rischio. Molti sono rimasti delusi dal sindaco di Vasto, Francesco Menna, che aveva garantito ai sindacati un suo intervento e il coinvolgimento della Regione nella vertenza. «Nonostante la lettera di sollecito, non l’ha fatto», hanno ricordato alcuni lavoratori a rischio.
La crisi dell’istituto di riabilitazione preoccupa non solo centinaia di famiglie di lavoratori, ma anche tutta l'utenza che si troverebbe a dover affrontare disagevoli trasferte per le cure. Tutti sperano che il sindaco Menna tenga fede a quanto promesso rappresentando le ragioni dei lavoratori a Pescara. L’appoggio ai lavoratori è arrivato in questi giorni da Gianni Cordisco, segretario Pd di Chieti. Una nota è arrivata dal presidente della commissione vigilanza in Regione, Pietro Smargiassi, dal consigliere regionale Pd Silvio Paolucci e da Etelwardo Sigismondi (FdI), capo della segreteria del presidente della Regione Marco Marsilio, e dalla l’Asl. Sia la Fp-Uil sia la Cgil-Fp, continuano a seguire la vertenza sperando in una soluzione. Il 28 dicembre è una data che al San Francesco attendono tutti con ansia e speranza. «La salvezza del posto di lavoro per noi sarebbe il più bel regalo di Natale», hanno dichiarato alcuni lavoratori.
Le bandiere dei sindacati che sventolano all'esterno della struttura ricordano il difficile momento attraversato dalla Fondazione. A rischio il 50% dei posti di lavoro. «È necessario», afferma Camillo Di Felice della Uil-Fpl, «arrivare al 1° gennaio con soluzioni che permettano di dare stabilità alle attività sanitarie erogate dalla struttura in regime di accreditamento individuando insieme a Regione e Asl i fabbisogni non soddisfatti dall'offerta regionale dando così stabilità e tranquillità a circa 300 operatori che oggi lavorano alle dipendenze della struttura». (p.c.)
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