San Francesco, la delusione dei sindacati

4 Dicembre 2021

Insoddisfazione per l’incontro in Regione: «Si rischia la perdita del 50% dei posti di lavoro nell’istituto»

VASTO. Vertenza San Francesco: grande la delusione dei sindacati al termine della riunione convocata dalla commissione di vigilanza della Regione. Non si intravedono al momento soluzioni per salvare centinaia di posti di lavoro.
La Uil-Fpl ha chiesto la convocazione immediata, da parte dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, di un tavolo di confronto tecnico tra istituzioni regionali, Asl, azienda e parti sociali al fine di individuare soluzioni idonee e strutturali alla crisi aziendale denunciata.
Le rsa della Fp-Cgil , Daniele Leone, Ferdinando Costanzo e Aurora D'Ascanio, hanno organizzato un’assemblea dei lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno invitando sia l'assessore alla sanità che i consiglieri regionali Pietro Smargiassi, Silvio Paolucci, Sabrina Bocchino, Manuele Marcovecchio e i sindaci di Vasto e San Salvo ad essere presenti per scongiurare la perdita del 50% dei posti di lavoro ipotizzata da padre Franco Berti, direttore generale della Fondazione. «Nel merito dell’audizione in commissione regionale», annota la Uil-Fpl, «c’è da riferire come, in sostanza, non siano emerse adeguate soluzioni alla crisi aziendale che mette a rischio molti posti di lavoro. Ci sono state buone dichiarazioni di intenti da parte istituzionale ma queste purtroppo rappresentano una promessa a ripetere che va avanti da tanti anni senza poi tradursi in atti concreti. Volendo intravvedere il bicchiere mezzo pieno si può affermare che il confronto ha avuto, se non altro, il merito di accendere un focus da parte della Regione e della Asl sulla drammatica condizione dei lavoratori della struttura e cominciare a dibattere sul percorso da intraprendere per individuare la soluzione definitiva che oggi coinvolge la Fondazione Mileno ma che a seguire potrà interessare tutto il settore della riabilitazione ex art. 26 della Regione Abruzzo».
Come la Uil e la Cgil rimarcano, a peggiorare le cose è arrivata la dichiarazione del presidente della fondazione, padre Franco Berti che ha annunciato che si profila una riduzione del personale del 50%. A fronte di queste affermazioni il segretario provinciale della Uil-Fpl , Camillo Di Felice e il segretario generale Marco Angelucci, hanno inoltrato urgente richiesta di apertura di un tavolo tecnico in Regione. «È necessario», dicono Di Felice e Angelucci, «poter arrivare al 1° gennaio mettendo a terra soluzioni che permettano di dare stabilità alle attività sanitarie erogate dalla struttura in regime di accreditamento, individuando congiuntamente a regione e Asl i fabbisogni oggi certamente presenti e non soddisfatti dall’offerta regionale dando così stabilità e tranquillità ai circa 300 operatori sanitari che oggi lavorano alle dipendenze di questa struttura». (p.c.)
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