San Giustino, rifiuti e frane dieci emergenze in città

9 Luglio 2019

Si apre la fase finale del secondo mandato del sindaco: ecco tutte le urgenze La collina su via Gran Sasso in dissesto, i veleni del Sir e a Colle Marcone

CHIETI. Dieci emergenze della città da risolvere in una manciata di mesi. Da piazza San Giustino con una savana accanto alla cattedrale fino alla collina che sovrasta il ponte di via Gran Sasso a rischio frana e ai veleni dell’ex conceria e del Sir di Chieti Scalo. Davanti al sindaco Umberto Di Primio, ormai quasi al termine del secondo mandato, c’è meno di un anno di lavoro in Comune (sempre a patto che ritiri le dimissioni). Poi, alla scadenza naturale del 2020, lascerà il municipio e, almeno per ora, non vuole candidarsi neanche da consigliere. Solo pochi mesi dividono dal ritorno alle urne e le manovre per il dopo Di Primio sono già avviate ma, tra le urgenze diventate croniche e gli imprevisti, non mancano le cose da fare.
Il prossimo 14 agosto in piazza San Giustino, in attesa del cantiere da 1,5 milioni di euro con giochi d’acqua e giardino, si festeggerà un anno con la recinzione degli scavi archeologici ormai ricoperti di sterpaglie: da allora la promessa di aggiustare quell’area e rimuovere le transenne è stata disattesa. Un’altra opera bloccata che si affaccia sempre su piazza San Giustino è Palazzo d’Achille: la sede storica del Comune è un cantiere dal 2009 ma 10 anni non sono ancora bastati a completare i lavori. Intanto, l’affitto della sede provvisoria dell’ex Banca d’Italia costa circa 10mila euro al mese. Nell’agenda delle cose da fare in centro, poi, ci sono la manutenzione della scala mobile che funziona a singhiozzo – si scende sempre a piedi – e il completamento del tunnel pedonale fino a largo Barbella, altra opera attesa dai tempi dell’amministrazione Ricci.
Un altro capitolo riguarda l’immondizia, tra le bollette che alleggeriscono sempre più i portafogli dei teatini e l’ambiente ferito. La Tari di Chieti è una delle più alte d’Italia secondo una ricerca del sindacato Uil: una famiglia di 4 persone che vive in una casa di 80 metri quadrati paga 440 euro all’anno; la stessa famiglia, a Potenza, pagherebbe 133 euro. Ma i rifiuti, a Chieti, non significano solo bollette: il Sir dello Scalo resta un pericolo con un lungo elenco di inquinanti che finisce ancora nei terreni e nel fiume Pescara (la competenza della bonifica non è del Comune ma della Regione). Al centro del Sir, poi, c’è l’ex conceria: il 22 luglio, i capannoni cadenti e i terreni contaminati torneranno all’asta con una base di zero euro. Non è la prima volta che l’ex Cap va all’asta con un valore crollato: il motivo è che per bonificare la bomba di via Penne servirebbero 3,5 milioni. Ancora in tema di ambiente, e in questo caso la competenza è del Comune, la discarica bruciata di Colle Marcone-Colle Sant’Antonio è abbandonata da 4 anni: non ci sono i fondi per portare via la spazzatura incendiata dolosamente nella notte tra 27 e 28 giugno 2015.