San Marco, 90 esuberi dopo la commessa persa

13 Agosto 2020

Atessa. Salta la produzione delle componenti per i furgoni elettrici di Fca Il sindacalista Di Sciullo (Uilm): incontro con l’azienda per tutelare i lavoratori

ATESSA. Mentre Fca (Fiat Chrysler) scommette sul nuovo Ducato elettrico in costruzione alla Sevel di Atessa, la San Marco perde l'importante commessa sugli E-Ducato che viene trasferita a Torino e annuncia 90 esuberi. È l'ennesima tegola che si abbatte, in un anno già drammatico, sull'automotive abruzzese dopo la chiusura della Faist (e conseguente licenziamento di 16 persone) e l'annuncio della Cornaglia (ex Cortubi, 25 dipendenti) di voler trasferire altrove la commessa dei serbatoi per i furgoni a metano prodotti in Sevel.
Questa volta la brutta notizia, che fa presagire risvolti ancora più drammatici al rientro dalle ferie, riguarda la San Marco e i suoi circa 166 dipendenti. L'azienda del tessuto industriale di Atessa che produce cassoni per i veicoli commerciali ha perso la realizzazione delle componenti per i furgoni elettrici di Fca, una commessa che avrebbe garantito, vista la crescente attenzione per i veicoli completamente elettrici e a impatto ambientale zero, una certa sicurezza per il futuro. In Sevel già in queste settimane si sta procedendo all'assemblaggio di cambi e motori elettrici (prodotti altrove come avviene per i motori diesel e benzina del furgone professionale tradizionale) sullo scheletro del Ducato per alcuni veicoli di clienti con flotte importanti come gruppo Arcese, Mercitalia e altri che stanno sperimentando la tenuta del nuovo Ducato full electric sulle lunghe percorrenze e sulle giornate di consegne merci.
La possibilità di avere anche un indotto a chilometro zero sarebbe quindi un doppio vantaggio sia per il cliente Sevel che per l'intero territorio. «Siamo molto preoccupati», dichiara Achille Di Sciullo, della segreteria Uilm Chieti-Pescara. «A fine luglio sono stati dichiarati 90 esuberi proprio per carenza di commesse importanti. Ma gli errori sono a monte. La situazione attuale della San Marco è frutto di una gestione sbagliata e come al solito a pagare sono i lavoratori. Anche sulla cassa integrazione straordinaria si stanno facendo errori pesanti, come il fatto di non aver previsto la rotazione, così come disposto dalla legge. Appena possibile chiederemo un incontro urgente con la direzione aziendale per un immediato cambio di marcia». La San Marco Industrial tre anni fa è stata rilevata dal gruppo Scattolini, che fa parte della holding Faist, 33 stabilimenti e 4mila dipendenti nel mondo. Da due anni ha fatto ricorso alla cassa integrazione e già nei mesi scorsi aveva annunciato decine di esuberi.