San Marco, confermati ottanta esuberi
Stola vuole acquisire solo metà dei dipendenti, il resto da ricollocare nelle altre fabbriche del gruppo
LANCIANO. Sono circa 80 su 164 dipendenti gli esuberi confermati alla San Marco, marchio storico del Frentano per la costruzione di lavorazioni destinate al settore automotive e militare con sedi a Lanciano e Atessa. La notizia è emersa dal tavolo con i sindacati convocato dall’azienda (gruppo Stola di Torino, oggi Blutec) che gestisce attualmente la San Marco a seguito del fallimento nel 2012 e la cessione in affitto decisa dalla curatela fallimentare. Gli esuberi, secondo quanto riferito alle parti sindacali, non sono una novità, dal momento che sono sempre stati sul tavolo delle trattative di acquisto del marchio frentano: il gruppo Stola è disposto ad acquisire solo metà degli attuali dipendenti. Ma l’azienda ha anche confermato che è disposta a gestire il sovrannumero di dipendenti collocando i lavoratori in altre fabbriche del gruppo, la Blutec di Atessa (ex Irma) e uno stabilimento a Termini Imerese. Ma la prospettiva di ricollocare i lavoratori San Marco ad Atessa apre scenari inquietanti per chi, alla Blutec, ha lavorato per tre anni. Si tratta di una 50ina di lavoratori somministrati (con contratti a termine, di cui molti in scadenza o rinnovabili di settimana in settimana), che potrebbero essere scavalcati dai dipendenti San Marco.
«Siamo preoccupati e arrabbiati», si sfogano alcuni dipendenti Blutec, «per anni abbiamo fatto sacrifici, lavorato di sabato e domenica e fatto i salti mortali per garantire lavoro e manodopera. Adesso ci danno il benservito come se niente fosse. E il dramma peggiore è che ci sono figli e figliastri: chi si è visto già rinnovare il contratto e chi invece passerà un Natale molto amaro». Intanto, dopo che le trattative di vendita della San Marco si erano arenate a fine ottobre, si proseguirà con la locazione fino alla fine di gennaio con contratto prorogabile fino a marzo. E in questi giorni stanno ripartendo anche le aste di vendita.
Finora l’unico a palesarsi come acquirente è sempre stato il gruppo Stola. «L’allerta sulla San Marco resta sempre molto alta», commenta Achille Di Sciullo, della segreteria provinciale Uilm-Uil, «come Uilm avevamo denunciato una situazione che si trascinava da tempo e che non è stata gestita in modo chiaro fin dall’inizio, ma qualcuno ha fatto orecchie da mercante. Abbiamo però ribadito che i lavoratori Sogeco (azienda che fa parte del complesso San Marco, ndc) non rientrano negli 80 esuberi dichiarati e abbiamo chiesto un incontro separato su questa vertenza».
Daria De Laurentiis
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