San Marco, dipendenti sul piede di guerra

Ad Atessa sale la tensione. Sindacati divisi sullo sciopero a oltranza iniziato il 9 marzo. Ma l’obiettivo per tutti è salvare i posti di lavoro
ATESSA. Sta raggiungendo picchi drammatici la protesta in Val di Sangro e Lanciano che interessa quel che resta della San Marco, prestigioso marchio automotive gestito dalla famiglia Sideri e fallito nel 2012. Il passaggio alla società Scattolini di Verona, dopo un lungo periodo in cui la San Marco è stata gestita dal gruppo Blutec (ex Stola) con la formula dell'affitto di azienda, senza che però la Blutec avanzasse la proposta definitiva di acquisto all'asta, sta assumendo toni sempre più aspri. Ad avere la peggio sono al momento i dipendenti di due rami d'azienda della San Marco, la Essegiesse e la Sogeco per un totale di una trentina di lavoratori, che non sanno quale sarà il loro destino. Le due fabbriche, una di assemblaggio di cassoni per veicoli commerciali e l'altra di verniciatura, sono in affitto, al momento, ancora al gruppo Blutec. Ma dal 1° aprile subentrerà in San Marco la legittima proprietà che ha acquistato l'azienda frentana, ma non la Essegiesse e la Sogeco. E non è detto che voglia farlo in futuro, nè che acquisirà i dipendenti. Di qui lo sciopero a oltranza dei lavoratori delle due aziende che dura ormai dal 9 marzo e che ha coinvolto anche diversi dipendenti della San Marco. Ma i toni sono diventati via via più aspri. Davanti ai cancelli delle aziende di Atessa e Lanciano si è arrivati al triste spettacolo della guerra tra poveri. E anche con la nuova proprietà la tensione si è fatta più marcata. In particolare i lavoratori in sciopero hanno raccontato di una grave offesa che un dirigente del nuovo gruppo avrebbe mosso ad un operaio nel corso di un recente tavolo di trattative. L'uomo stava descrivendo il suo dramma: una famiglia da mantenere, un mutuo da pagare, quattro figli da sfamare e un futuro lavorativo più che mai incerto. A queste difficoltà il dirigente avrebbe però risposto, in maniera volgare, che la responsabilità dei quattro figli non poteva certo essere addossata all'azienda. E il clima si è ulteriormente arroventato, con i dipendenti che minacciavano di chiamare le forze dell'ordine tra offese e qualche spintone. Anche ieri mattina si è sfiorato lo scontro fisico. Ad Atessa i dipendenti in sciopero si sono ritrovati faccia a faccia con i colleghi che, invece, erano entrati regolarmente sulle catene di montaggio. Anche tra i rappresentanti sindacali è frattura. Da un lato le rsu della Uilm che stanno sostenendo lo sciopero da giorni assieme ai dipendenti, e dall'altro quelle della Fim-Cisl che hanno deciso di non appoggiare la protesta. Una situazione incandescente che ha richiamato ieri in Val di Sangro anche le segreterie dei due sindacati. L'obiettivo resta tuttavia il salvataggio di tutti i posti di lavoro, così come aveva promesso la Scattolini nel momento della presentazione dell'offerta di acquisto. Ma saranno considerati come dipendenti San Marco anche gli uomini e le donne della Essegiesse e Sogeco che per la San Marco hanno lavorato per anni? (d.d.l.)

