San Marco, nuova offerta

27 Gennaio 2017

Spunta un altro imprenditore ma l’attuale gestore Blutec vuole la prelazione

LANCIANO. È ancora denso di nubi il destino della San Marco, in bilico dal 2012, anno della dichiarazione del fallimento, tra la gestione in affitto del gruppo Stola (oggi Blutec) e la vendita definitiva all’asta iniziata un anno fa. A preoccupare i dipendenti, soprattutto gli 80 dichiarati in esubero tra gli stabilimenti di Lanciano e Atessa, sono proprio le aste fallimentari. Dopo mesi di tira e molla, con la Blutec unico acquirente dichiarato finora, lo scorso 19 gennaio si è svolta l’ennesima asta. Ma proprio i gestori attuali dello stabilimento, che realizza lavorazioni destinate al settore automotive e militare, non si sono presentati all’appuntamento per l’offerta di acquisto. Al posto dei titolari della Blutec, e del tutto a sorpresa, si è presentato invece un altro imprenditore il cui nome, per ragioni che riguardano la gestione della delicata trattativa post fallimento e il dover evitare a tutti i costi qualsiasi turbativa d’asta, non è stato ancora pubblicizzato. Ma l’offerta è nota. L’imprenditore ha proposto per il lotto 1, quello che riguarda cioè il futuro dei dipendenti attualmente impiegati nelle varie sedi operative della San Marco e che consiste in uno stabilimento compreso di impianti, macchinari, dipendenti e beni mobili ad Atessa, la cifra di 1.650.000 euro su un prezzo base di 1.851.045. Ad ottobre del 2015 il lotto 1 era in vendita a 2.562.000 euro.

Ma un aspetto importante di questa intricata vicenda riguarda anche i dipendenti. Il nuovo acquirente sarebbe difatti interessato a tutto il lotto, lavoratori compresi, senza ricorrere agli esuberi. Esuberi che, invece, erano sempre stati sul tavolo delle trattative di acquisto del noto marchio industriale frentano, visto che il gruppo Blutec si è sempre dichiarato disposto ad acquisire solo metà degli attuali dipendenti, ovvero 80 sui 164 attuali. Di qui l’angoscia dei lavoratori in un clima tesissimo che in fabbrica sfiora anche lo scontro fisico. Da un lato un imprenditore di cui non si conoscono il nome, le intenzioni e un possibile piano industriale disposto però a mantenere i posti di lavoro. Dall’altro un gruppo che ha gestito finora la San Marco e che vuol far valere il diritto di prelazione nella trattativa. Intanto ieri è stata fatta la richiesta per altre ore di cassa integrazione (l’ammortizzatore sociale scade a fine gennaio) per gli 80 dipendenti dichiarati in esubero. A fine mese scade anche il contratto di affitto con la Blutec che però sarà rinnovato, come da recenti accordi, fino alla fine di marzo.

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