San Pietro gremita per l’addio a Di Biase

Lanciano. L’ex parroco al funerale dell’architetto ed ex assessore: «Lascia il segno nella comunità»
LANCIANO. In tanti hanno dato, ieri, l’ultimo saluto a Giuseppe Di Biase, architetto ed ex amministratore comunale. Gremita la chiesa di San Pietro che “Peppino”, come lo chiamavano gli amici, frequentava. Di Biase si è spento domenica a 60 anni dopo una lunga malattia che ne aveva fiaccato il fisico ma non lo spirito. «Viveva la malattia nell’accettazione e nella serenità», dice padre Vincenzo Di Marcoberardino, amico ed ex parroco di San Pietro, «la sua passione era tale da non farlo mai staccare da quello che viveva come servizio alla comunità. Ricordo quando nel 1995 la chiesa di San Pietro aveva bisogno di un nuovo presbiterio e Giuseppe fece gratuitamente il progetto. Rimarrà per sempre la sua memoria in questo luogo. Ci ha lasciati ma ha lasciato il segno nella nostra comunità». Alla passione per la professione Di Biase affiancava quella per la politica: militante nella Dc e poi nell’Udc, fu assessore ai lavori pubblici, segretario dell’Udc e presidente delle Farmacie. A rendergli omaggio ci sono gli ex colleghi di partito, dal segretario regionale dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, ai consiglieri comunali Tonia Paolucci, Paolo Bomba e Errico D’Amico, poi l’assessore Pasquale Sasso, l’ex sindaco Filippo Paolini, ex amministratori, i sindaci di Treglio, Massimiliano Berghella, e Castel Frentano, Gabriele D’Angelo. Colleghi e alunni si stringono alla moglie Angela Accadia, insegnante alla media Mazzini, e ai figli Nicola e Daniela. «Amava il lavoro, i suoi progetti erano come figli», lo ricorda il sindaco Mario Pupillo, «trovava sempre soluzioni ai problemi, era schietto, ruvido ma sincero. Ha combattuto la malattia senza sentirsi mai paziente, era lui a dare coraggio agli altri. Lo ringrazio per il suo esempio e per cià che ha fatto per la città».
Stefania Sorge

