San Salvo perde abitanti «Campanello d’allarme»

Meno residenti nel 2018, il Pd accusa: per la città nessuna politica di crescita L’assessore Raspa replica: flessione fisiologica, in tutta Italia c’è spopolamento
SAN SALVO. «La città perde 11 residenti, un dato non allarmante ma che, dopo sette anni di continua crescita, non può passare inosservato». Sono preoccupati i consiglieri del Partito democratico, Gennaro Luciano, Antonio Boschetti e Gianni Mariotti che ritengono la lieve decrescita demografica come campanello d’allarme di un disagio di una città non più attrattiva dove la staticità dell’amministrazione comunale di pianificare e creare nuove condizioni a passo con i tempi, sta ora raccogliendo i suoi frutti. «Da tempo rimarchiamo come a San Salvo ci sia un serio problema di spopolamento a partire dal centro storico, luogo da sempre considerato il fulcro di tutte le città», incalzano i consiglieri di minoranza. «Oggi i dati confermano tale problema. E in una città come San Salvo, a vocazione industriale e turistica e dove l’agricoltura di certo non manca, la decrescita registrata nel 2018 la riteniamo un campanello d’allarme importante e significativo», continua il Pd. «A venir meno in questi anni sono state le scelte strategiche volte allo sviluppo e alla crescita della città. Si è detto no all’accoglienza e all’integrazione che ha portato l’amministrazione di centrodestra a fare disparità. Sono mancate scelte politiche volte ad incentivare i giovani non solo a rimanere in città, ma anche a costruirci la propria famiglia».
Anche per l’ex sindaco Gabriele Marchese la diminuzione della popolazione non è un bel segnale. «Se escludiamo il censimento del 2011 dove è stato fatto un lavoro di ripulitura delle liste, è la prima volta che il saldo si chiude in negativo», afferma. «Mediamente in passato crescevamo da un minimo di 80 abitanti ad un massimo di 250/300 abitanti annui. Serve una visione di città di ampio respiro che garantisca crescita e sviluppo per il futuro. Serve una nuova politica di accoglienza e integrazione che in passato ha contraddistinto la nostra città».
«La popolazione è sempre più vecchia e si registra una costante diminuzione del numero delle nascite», dice l’assessore comunale all’anagrafe Fabio Raspa. «È quanto sta accadendo da anni in Italia, in Abruzzo, in provincia di Chieti e nel Vastese. La vera decrescita felice è quella demografica, ma, a quanto pare, al Pd di San Salvo tutto questo non è noto se arriva a immaginare disagio sociale, mancanza di attrattiva e tanto altro ancora di sociologico per rappresentare il decremento di sole undici unità nella popolazione di San Salvo facendolo diventare. Non occorre andare lontano, basta fermarci nel circondario e solo per fare un esempio ciò che si verifica da anni nella vicina Lanciano, per vedere come ci siano meno nascite a fronte di un maggior numero di decessi. Nel nostro Comune abbiamo comunque subito una flessione minore e del tutto fisiologica. Se poi qualche comune ha dovuto far ricorso agli ospiti degli Sprar o dei Centri di accoglienza per far crescere la popolazione residente, a San Salvo questo non accadrà mai oltre a non essere più possibile fare residenze fittizie».
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