San Salvo sceglie il nuovo sindaco dopo il Magnacca-bis
SAN SALVO. Il fatidico giorno è arrivato. Oggi i cittadini di San Salvo tornano alle urne per eleggere la nuova amministrazione comunale. Gli elettori aventi diritto al voto sono in tutto 16.931 di...
SAN SALVO. Il fatidico giorno è arrivato. Oggi i cittadini di San Salvo tornano alle urne per eleggere la nuova amministrazione comunale. Gli elettori aventi diritto al voto sono in tutto 16.931 di cui 8.434 maschi e 8.497 femmine. I candidati sindaci sono tre, dodici sono le liste in campo e 184 gli aspiranti consiglieri. Le elezioni si svolgono nella sola giornata di oggi dalle ore 7 alle ore 23. Venti i seggi elettorali allestiti.
In corsa per la fascia tricolore sono Emanuela De Nicolis appoggiata da quattro liste civiche di centrodestra ((San Salvo Città Nuova, Lista Popolare, San Salvo È, Noi San Salvo); Fabio Travaglini, a capo di una coalizione di centrosinistra allargata, sostenuto da cinque liste , di cui due di partito (Pd e Psi) e tre civiche (Più San Salvo, Azione Politica, Sinistra Ecologista); e Giovanni Mariotti, appoggiato da tre liste civiche di centrosinistra (Cambiamo San Salvo, Avanti San Salvo e Democratici per San Salvo). Mentre De Nicolis si propone come la naturale erede della sindaca uscente Tiziana Magnacca (candidata nella lista civica San Salvo Città Nuova), Travaglini fa leva su una coalizione ampia e trasversale dove sono presenti anche esponenti del centrodestra (a partire dagli ex assessori comunali Tonino Marcello e Fabio Raspa e per finire con l’ex consigliere regionale Nicola Argirò e l’avvocato Clementina De Virgiliis). E poi Mariotti che con le sue tre liste civiche di centrosinistra, dove sono candidati tra gli altri l’ex sindaco Gabriele Marchese e l’ex assessore comunale Osvaldo Menna, si propone come persona che è scesa in campo con il solo obiettivo di mettersi al servizio della sua comunità.
Tutti e tre i candidati hanno organizzato incontri nei quartieri e comizi in piazza per illustrare le loro proposte programmatiche. Ma è stata una campagna elettorale senza i big della politica nazionale. Fatta eccezione per il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, la cui visita a San Salvo ha avuto una scia di polemiche, non è passata inosservata l’assenza di altri esponenti del governo, specie quelli di centrodestra, che sono venuti in Abruzzo, ma si sono fermati all’Aquila. È il caso dei ministri Renato Brunetta (pubblica amministrazione) e Mara Carfagna (sud e coesione territoriale), entrambi di Forza Italia. (a.b.)
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