Sanatoria al Molino Village Il centrosinistra ci ripensa

La maggioranza rigetta la richiesta di cambio di destinazione d’uso del residence in vista del consiglio comunale di lunedì. Desiati (Ppv): amministratori incapaci
VASTO. Dice no al cambio di destinazione d’uso del complesso residenziale, ribadendo la vocazione turistico-ricettiva della Marina. Con una proposta di delibera, che verrà sottoposta all’attenzione del consiglio comunale, la maggioranza di centrosinistra decide di respingere la richiesta presentata da Filippo Molino, titolare della società che ha realizzato il Molino Village in contrada San Tommaso, e sbarra la strada ad ulteriori istanze.
È clamoroso il provvedimento che approderà in aula lunedì per essere votato (la seduta di prima convocazione in programma ieri è saltata per mancanza del numero legale). Clamoroso perché di segno completamente diverso dalla precedente proposta. Cosa ha spinto la maggioranza a un tale cambio di rotta non si sa, visto che l’ufficio urbanistico ha ribadito il proprio parere favorevole all’operazione.
Certo è che chi si preparava ad alzare la mano per dire sì al cambio di destinazione urbanistica del residence realizzato in zona Sic (Sito di interesse comunitario) a ridosso delle pregevoli dune della Marina, rischia di ritrovarsi isolato, schiacciato tra i contrari ad oltranza della prima ora, capitanati da Rifondazione comunista e Sel, i perplessi del partito democratico e gli attendisti che avrebbero voluto aspettare l’esito del procedimento penale.
E probabilmente l’amministrazione avrebbe traccheggiato ancora se il costruttore non avesse, con una seconda diffida inviata il 15 dicembre, invitato «caldamente» l’ente a pronunciarsi sulla sua richiesta.
Ma vediamo i motivi del no al cambio di destinazione urbanistica di 101 unità immobiliari. «Le variazioni d’uso delle zone ricettive esistenti a Vasto Marina in destinazioni residenziali, modificano l’indirizzo urbanistico del Prg», si legge nella proposta di delibera, «che auspica e indirizza la realizzazione di villaggi turistici organizzati che attirino sul territorio un turismo di qualità. Inoltre le aree ricettive in questione sono poste a ridosso di un Sito di interesse comunitario e l’incremento delle residenze in luogo delle aree turistiche, comporta una variazione negli habitat a causa dell’aumento delle attività antropiche, oggi limitate al solo periodo estivo (impatto acustico, emissioni, scarichi fognari, etc.)». Nel provvedimento che verrà sottoposto alle forze politiche si precisa, inoltre, che la trasformazione delle zone da destinazione turistico-ricettiva in zone residenziali comporta, oltre a problemi legati alle urbanizzazioni primarie, la necessità di prevedere l’incremento delle infrastrutture e dei servizi, come il trasporto pubblico e la raccolta dei rifiuti solidi urbani.
«Siamo in presenza di una maggioranza ondivaga, totalmente incapace di amministrare», è il caustico commento di Massimo Desiati, capogruppo consiliare della lista civica di mnoranza “Progetto per Vasto”.
Anna Bontempo
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