Sangritana, altre accuse alla Regione

Madonna (Pd): ciclopedonale, progetto fermo. D’Ovidio: centrodestra diviso
LANCIANO. I tentativi di cessione, la chiusura dell'agenzia viaggi e del servizio di noleggio bus, il progetto di riconversione dell'ex tracciato ferroviario che stenta a vedere la luce. L'opposizione consiliare di Lanciano fa il punto sulla gestione Sangritana da parte di Tua e Regione.
«Il dibattito, che si è avviato con la denuncia da parte del Pd e del consigliere comunale Leo Marongiu con il primo tentativo, nel 2023, di vendita delle quote sociali della Sangritana, va accompagnato alla richiesta di chiarimenti e spiegazioni sulla promessa elettorale del centrodestra per la rapida trasformazione del tracciato ex sangritana in pista ciclopedonale», sostiene Rosetta Madonna, segretaria del circolo Pd di Lanciano, «un disegno strategico che venne avviato con la progettualità dell'amministrazione Pupillo e che serve a ricollegare Lanciano alla Costa dei trabocchi in modo definitivo su un percorso di mobilità lenta. La Regione ha presentato, nello scorso anno, progetti importanti su Lanciano che tuttavia sono ancora fermi o bloccati. Stessa cosa per il terminal bus di piazza Memmo, promesse su promesse».
Torna sulla cessione e sulla chiusura dell'agenzia viaggi, denunciata dalla Lega che ha chiesto lo stop del provvedimento, l'ex consigliere comunale Eugenio D'Ovidio. «È il colpo di grazia alla Sangritana Spa quello che hanno in mente Tua e Regione», afferma, «che viene dopo i tentativi, per ora a vuoto, di vendere il capitale sociale della Sangritana e dopo aver defenestrato il presidente Alberto Amoroso. Curioso che l'assessore Graziella Di Campli sia seduta al tavolo della Lega per bloccare operazioni che invece sono state avallate dal sindaco Filippo Paolini qualche giorno fa. Amministrazione locale, dunque, spaccata e forze regionali confuse, tra il no della Lega e il forse di Fratelli d'Italia. In questo contesto penalizzante per un'azienda storica del nostro territorio, si aggiunge un elemento di preoccupazione rispetto a un progetto che stenta a vedere la luce nonostante le promesse, la riconversione del vecchio tracciato ferroviario in pista ciclopedonale. Quando si parla in modo estemporaneo di commercio in città, senza tenere conto della salvaguardia dei servizi storici e di nuove infrastrutture che possono fungere da attrazione», conclude D'Ovidio, «si rischia davvero di ridurre la visione in vetrine da addobbare e poco altro».

