Sangritana, dibattito su vendita e vertici

23 Maggio 2024

Bucci: quale futuro per 105 dipendenti? Campitelli: un partner l’affianchi. Bendotti: il Comune in silenzio

LANCIANO. Suscitano timori e preoccupazioni, sia a sinistra che a destra, le ultime vicende che riguardano la Sangritana, dal pasticciato cambio del vertice - messo da parte Albero Amoroso, viene nominato Enrico Dolfi che rinuncia per motivi familiari e viene sostituito da Paolo Marino - al bando di vendita di una quota di capitale.
«Qual è il futuro della Sangritana e dei suoi 105 dipendenti?», si chiede preoccupato il sindaco di Gamberale e commissario provinciale della Lega Chieti, Maurizio Bucci, «la Tua si appresta a cedere una quota importante della Sangritana Spa ma, ad oggi, non si sa qual è l’intento e soprattutto la finalità della vendita. La storia della Sangritana ci rappresenta da oltre cent’anni. Generazioni di cittadini hanno usufruito dei suoi servizi. Per questo, hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo. Oggi la Sangritana conta 105 dipendenti con un fatturato quasi di 13 milioni di euro e bisognerebbe spiegare come mai si procede a una vendita e qual è la prospettiva di sviluppo. È un’operazione strategica o l'obiettivo è mettere i soldi in cassa alla Tua Spa, che detiene il 100% delle azioni? Sulla vicenda», chiude Bucci, «è imbarazzante il silenzio di qualche ex assessore regionale, che ha sempre sostenuto di essere un baluardo del territorio. Su Sangritana, però, mai una parola».
E la replica di Nicola Campitelli, oggi consigliere regionale di Fratelli d'Italia, non si fa attendere: «La Sangritana è cresciuta moltissimo sotto il primo governo di Marco Marsilio e la sfida che dobbiamo cogliere oggi è rafforzare maggiormente un importante asset regionale per non perdere quote di mercato significative, in un contesto che è sempre più competitivo e favorisce grandi aziende. Affiancare a una società storica come Sangritana, un partner che possa garantire uno sviluppo industriale e occupazionale per renderla un player di rilevanza a livello nazionale è l'obiettivo di questo governo regionale. È da escludere l'ipotesi di vendita o licenziamento».
Per Dora Bendotti (Lanciano In Comune) «ancora una volta un passaggio societario importante all'interno di Sangritana avviene nel silenzio assordante dell’amministrazione comunale, già colpevolmente silente nel 2015 (anno della nascita di Tua dalla fusione di Arpa, Gtm e Fas, ndc). È un fatto che l’orientamento del presidente Marsilio è quello di vendere la società, contestato anche da alcuni rappresentanti della coalizione di centrodestra, come è un fatto che il presidente Amoroso abbia cercato di scoraggiare questa scelta. Per il centrodestra regionale e locale, dunque, non basta aver portato utili e fatto crescere il fatturato di Sangritana da 7,6 milioni nel 2020 a 12 milioni nel 2023, con una stima di 15,5 milioni nel 2024 e di 17 nel 2025. Probabilmente bisognava dimostrare di avere meno a cuore le sorti dell’azienda che fu frentana e che è ora a tutti gli effetti proprietà della politica delle spartizioni». (s.so.)
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