Sangritana, la guida va a Marino Nuovo cambio in una settimana

21 Maggio 2024

Dopo l’estromissione di Amoroso, il Cda Tua aveva designato Dolfi che ha rinunciato per motivi familiari D’Alfonso: «Presa la Saga come modello». Marongiu: «Le cose quando nascono male finiscono peggio»

LANCIANO. Di nuovo un cambio alla guida di Sangritana. Enrico Dolfi, designato una settimana fa come nuovo amministratore, ha rinunciato all'incarico “per improvvisi e imprevisti problemi familiari”. Un intoppo non da poco nell'operazione “politica” del cambio al vertice della storica azienda frentana, da cui è stato estromesso Alberto Amoroso, nominato tre anni fa in quota Forza Italia e giunto a scadenza di mandato. Ma lì dove ad altri l'incarico è stato prorogato, ad Amoroso, che non ha mai nascosto le sue perplessità sulla vendita di parte del capitale sociale di Sangritana, è stato dato il ben servito. Così la Tua è corsa ai ripari, convocando ieri una seduta straordinaria del Cda. Nuovo amministratore unico è stato nominato Paolo Marino, già dirigente dell’area appalti e acquisti. «La scelta di Paolo Marino», precisa in una nota l'azienda regionale di trasporti, «si inquadra nel solco della continuità amministrativa e delle politiche aziendali della Tua di utilizzare le competenze professionali presenti in organico per la gestione delle società controllate». Classe 1962, laureato in Economia e commercio, Marino è stato assunto nel 1990 in Ferrovia Adriatico Sangritana Spa con il ruolo di direttore amministrativo; si è occupato, tra l’altro, nel corso dei quasi 35 anni di carriera, anche di gestione delle attività commerciali.
Ma la gestione da parte di Tua del cambio al vertice della controllata qualche dubbio lo lascia. «Perché una nomina viene rifiutata?», interviene il deputato Luciano D'Alfonso (Pd), «potrebbe accadere se Dolfi vivesse in Papuasia e non ci fossero contatti ripetuti tra il nominante e il nominato. Ci sono cose sconosciute che lo hanno indotto a non accettare? Se Dolfi è stato nominato, è perché corrispondeva a un’esigenza incombente del momento o della fase: cosa ha fatto retrocedere il nominato e cosa non fa insistere il nominante a difendere la nomina, di sicuro concordata in precedenza? C’è qualcosa che sarà mostrato in seguito che farà capire il destino di una nomina premurata, intervenuta e rifiutata? L’Abruzzo non può permettersi di “saghizzare” anche la Sangritana, ovvero», spiega D'Alfonso, «di prendere il modello desolante di Saga e replicarlo ovunque, riproducendo lo spettacolo di direttori decadenti, cercati con avvisi pubblici, ma che non potevano essere scelti poiché troppi volevano lo stesso trono, incuranti del giudizio del mercato degli operatori del settore».
Quel che è certo, è che sullo sfondo c'è il bando di Tua e Regione per vendere il 30% del capitale sociale di Sangritana. L'apertura delle buste è fissata a fine mese. «La rinuncia improvvisa di Dolfi», commenta Leo Marongiu (Pd), «è la riprova che le cose quando nascono male finiscono peggio. Ora occhi ben aperti sulle procedure di vendita prorogate al 30 maggio».
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