Sanità, migranti e sociale «Ecco perché votarci»

Tre dei quattro candidati a sindaco alla tribuna elettorale nella sede del Centro La sfida per il dopo Cicchitti. Stasera la registrazione in onda alle 21 su Rete8
ATESSA. Ospedale, immigrati, Atessa “capoluogo” di un intero territorio: questi sono stati i temi sui quali ieri pomeriggio nella sede del Centro, a Pescara, si sono affrontati in una tribuna elettorale i candidati a sindaco di Atessa. Carmine Fioriti (Progetto Atessa), Giulio Borrelli (Uniti per Atessa) ed Enzo Pellegrini (LiberAtessa), nell’ordine di estrazione, hanno risposte alle domande dei giornalisti Rossano Orlando e Luigi Di Fonzo, nell’incontro moderato da Carmine Perantuono, direttore di Rete8. Mancava Emilio Falcone, candidato del Movimento 5 Stelle, per motivi personali.
Fioriti, 62 anni, è commissario in pensione della polizia; Borrelli, 71 anni, giornalista, ex direttore del Tg1, capogruppo uscente in consiglio comunale del Mau; Pellegrini, 49 anni, architetto, vicesindaco uscente. «La mia candidatura», ha detto Fioriti sulla natura della lista, «nasce diverso tempo fa quando sono iniziati per Atessa i problemi con l’ospedale: è da lì che nascono i comitati e la spinta a fare una lista. Non siamo politici di mestiere ma vogliamo fare qualcosa per la nostra città. La nostra lista è civica». «Non avevo intenzione di candidarmi ma alla fine la mia figura», ha spiegato Borrelli, «si è dimostrata necessaria per mettere insieme le diverse forze della lista che civica con Pd, Movimento per Atessa Unita, indipendenti (ex appartenenti a LiberAtessa) ed esponenti della sinistra che va oltre il Pd. È il civismo che è il baricentro». Pellegrini ha detto che la sua candidatura «è una continuità con i dieci anni di amministrazione del sindaco Nicola Cicchitti. LiberAtessa mette insieme partiti di centrodestra ma di tutto l’arco costituzionale oltre a indipendenti. Siamo una vera lista civica, rinnovata per due terzi». Questione ospedale. «Nasciamo proprio dalle ceneri del San Camillo», ha sostenuto Fioriti, «la coalizione continuerà a fare battaglia su questo argomento, il nostro territorio ha necessità di avere un proprio ospedale. Saremo la “linea del Piave”». Per Borrelli «la riconversione del presidio ancora non è avvenuta e non dobbiamo polemizzare tra noi ma unire le forze e fare insieme altre iniziative nel rispetto delle regole nazionali e regionali». «Nel 2012 e 2014 Borrelli attacco noi e Gianni Chiodi su come era ridotto l’ospedale, poi che cosa è successo? Con il centrosinistra l’ospedale ha chiuso. Com’è possibile riallacciare un discorso ora? Non vogliamo l’ospedale di comunità». «Noi siamo in polemica con la giunta regionale di Luciano D’Alfonso», ha replicato Borrelli, «dice bene Pellegrini: «la giunta Chiodi ha portato l’ospedale sull’orlo del precipizio e il centrosinistra l’ha fatto cadere. La protesta deve essere forte e la dobbiamo fare insieme». Argomento immigrati. «No all’accoglienza-business» ha detto Fioriti, mentre Borrelli ha ribadito: «Il business va stroncato, l’accoglienza deve essere limitata, regolata e controllata». «Dobbiamo rispettare le norme», ha risposto Pellegrini, «certo l'illegalità va condannata però quando sono arrivati gli immigrati ad Atessa abbiamo messo in atto una serie di iniziative per alleviare i problemi agli immigrati e agli atessani». (m.d.n.)
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