Sanità, urgenze a Lanciano ricoveri a Casoli e Atessa

16 Febbraio 2016

L’assessore Paolucci ribadisce il piano di riorganizzazione dei presidi frentani «Ospedali territoriali dedicati alla riabilitazione, ma avranno specializzazioni»

LANCIANO. Il Renzetti ospedale di I livello, punto di riferimento per acuti dell’intero territorio; il San Camillo di Atessa e il Consalvi di Casoli presidi territoriali. L’assessore alla sanità Silvio Paolucci conferma il piano di riorganizzazione degli ospedali dell’area frentana. «Il Renzetti è l’ospedale per acuti di I livello della zona e ci sono altri presidi, e non “cronicari”, come Atessa, Casoli e Guardiagrele, calibrati su funzioni e servizi specifici per evitare doppioni ed elevare la qualità dell’assistenza», spiega Paolucci, che smentisce le voci di un possibile declassamento dell’ospedale di Lanciano, da Dea di I livello a ospedale di base. «Il Renzetti declassato? Niente di più falso», precisa l’assessore, «sarà un ospedale per acuti legato all’emergenza-urgenza con un bacino di utenza di circa 150mila utenti. L’ospedale di base ha solo 5-6 reparti, per il Renzetti ne sono previsti più o meno il doppio, quelli che ha ora (Medicina, Chirurgia generale, Anestesia e rianimazione, Ortopedia, Pediatria, Ostetricia e ginecologia, Cardiologia con Utic, Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorino, il servizio di Urologia,laboratorio analisi, servizi di radiologia, ndc). Credo si faccia confusione col piano di riorganizzazione dei primariati che è cosa diversa dai reparti, che non sono solo unità complesse (ossia prevedono la figura del primario e hanno più di 20 posti letto, ndc) ma possono anche essere dipartimentali. Sul Renzetti, poi, si stanno anche facendo investimenti, lavori al pronto soccorso, nell’area chirurgica e sulla bonifica dell’amianto, che confermano la sua importanza». Un presidio che, però, si dovrà appoggiare per alcune specialità a Chieti o Pescara.

E Atessa e Casoli? «Saranno residenze sanitarie con posti letto territoriali perché il bisogno della popolazione, che invecchia sempre più, è di letti dell’area medica», dice Paolucci, «letti che vengono occupati anche oltre sette giorni, che è la degenza media per gli acuti. Queste strutture devono coprire questo bisogno, alleggerendo il peso sull’ospedale per acuti». Il Consalvi in parte questo ruolo lo sta svolgendo con l’ospedale di comunità che ha già accolto più di cento degenti. Non vede, invece, questa riconversione Atessa, che ha accolto i venti posti di Lungodegenza che erano a Lanciano. Uno spostamento non gradito dal sindaco Nicola Cicchitti, che ha definito il San Camillo «un cronicario a tempo, non un ospedale». «Atessa un cronicario? Ma che brutta definizione, peraltro sbagliata», conclude l’assessore, «il San Camillo sarà dedicato a riabilitazione e lungodegenza, ma avrà anche altre funzioni. Può avere spazi per la residenzialità e per le specializzazioni. Atessa e Casoli, ad esempio, potrebbero essere due centri radiologici specializzati per gli esami degli utenti esterni (abbattendo le liste di attesa, ndc) e avere ambulatori specialistici».

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