Sanità, i sindaci avvertono la Asl: «Deve mantenere le promesse»

1 Ottobre 2022

Arriva il verdetto dei primi cittadini: c’è il parere positivo, ma con riserva, per il lavoro del manager  «Negli ospedali della provincia resistono gravi carenze: pochi medici e attrezzature inadeguate»

CHIETI. Giudizio positivo, ma con riserva, in attesa che le grandi promesse vengano mantenute e gli annunci si trasformino in atti concreti. Il comitato ristretto dei sindaci, presieduto da Diego Ferrara e composto da Francesco Menna (sindaco di Vasto), Leo Castiglione (Ortona), Giulio Borrelli (Atessa) e Massimo Tiberini (Casoli), ha dato parere positivo “condizionato” all'operato del direttore generale della Asl, Thomas Schael. Lo scorso anno il verdetto dei sindaci era stato negativo, ma negli ultimi mesi, grazie una serie di interventi finanziati con i fondi europei del Pnrr e con il Fondo nazionale di coesione, la Asl sembra aver invertito la rotta, nonostante i tantissimi problemi ancora da risolvere. «Anche se non siamo contrari alla riconferma della direzione aziendale della Asl», scrivono i sindaci nel verbale della riunione, «il giudizio resta condizionato alla risoluzione delle criticità. Sappiamo che le scelte strategiche sono legate alla programmazione regionale, che resta inadeguata e ferma al tavolo romano di monitoraggio. E di questo fatto risente la gestione aziendale».
Cambio di rotta
Qualcosa si è mosso negli ultimi mesi: dal riordino della medicina territoriale, alla riqualificazione dell'ospedale clinicizzato di Chieti e dei presidi periferici di Ortona, Casoli, Atessa e Vasto. I sindaci hanno constatato «sostanziosi passi in avanti», anche se non tutti i problemi trovano ancora una completa e soddisfacente copertura.
Per quanto riguarda gli ospedali, ad esempio, la situazione resta «del tutto insufficiente a causa di scelte strategiche che vedono aumentata la mobilità passiva (molti vanno a curarsi in altre regioni) e anche un allungamento delle liste d’attesa».
LE CARENZE IN OSPEDALE
Il sindaco di Chieti, nello specifico, si è concentrato sui problemi del policlinico «accentuati ben prima che la pandemia li aggravasse: scarsa capienza per i malati e poco personale», ha detto Ferrara nella sua relazione, in cui ha sottolineato anche la grande attesa per la concretizzazione degli investimenti da 90 milioni per il rinnovo e il potenziamento tecnologico della struttura.
Sul tavolo del comitato ristretto, sono stati portati i problemi dei presidi sanitari delle altre città. Dalle carenze della medicina territoriale di Vasto (con medici in pensione non reintegrati), fino alle gravi lacune dell’ospedale San Pio, in cui il reparto di Chirurgia (per carenza di anestesisti) ha una lista d'attesa di circa 499 interventi. E poi le problematiche di Lanciano, Guardiagrele, Ortona e Atessa: quasi tutti lamentano gravi carenze di personale. «Abbiamo dato il nostro parere favorevole», spiega il sindaco di Ortona Leo Castiglione, «anche in virtù del lavoro difficile svolto durante la pandemia e in vista dei prossimi finanziamenti in arrivo con il Pnrr ma ho sottolineato ancora una volta la situazione dell’ospedale ortonese. Abbiamo avuto delle risposte in merito alle richieste fatte in questi ultimi giorni, in particolare si è avviata la procedura per destinare nuove unità per l’oncologia di Ortona e il servizio Ufa (unità di preparazione farmaci antiblastici). Ma restiamo in attesa delle altre azioni richieste e sollecitate».
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