Sanità nelle zone interne Ecco le soluzioni dei sindaci

LAMA DEI PELIGNI. Potenziamento del servizio di emergenza sanitaria118 con attivazione, a breve, delle ambulanze medicalizzate a Lama dei Peligni e Torricella Peligna e di altre con infermiere a...
LAMA DEI PELIGNI. Potenziamento del servizio di emergenza sanitaria118 con attivazione, a breve, delle ambulanze medicalizzate a Lama dei Peligni e Torricella Peligna e di altre con infermiere a bordo in ogni distretto. Attivazione dell’ospedale di comunità a Casoli. Estensione del percorso dedicato ai pazienti fragili, potenziamento dei servizi nei distretti.
Sono le prime soluzioni per il rilancio della sanità nelle aree interne messe a punto dai 33 sindaci facenti parte dell’area Basso Sangro-Trigno ( 22mila abitanti), una delle 20 aree prototipo inserite dal governo nel progetto “strategia aree interne”che prevede interventi su salute, viabilità e scuole nelle aree interne per evitare lo spopolamento. I progetti migliori di rilancio saranno finanziati dal governo.
«Dopo l’analisi delle criticità nell’ambito della salute», spiega Antonino Amorosi, sindaco di Lama dei Peligni e referente dei sindaci, «già consegnato a Stato e Regione siamo passati alla fase delle soluzioni, della stesura di documenti condivisi frutto di riunioni che stiamo facendo nei comuni sedi di distretto sanitario. In primis interveniamo sul servizio di emergenza-urgenza visto che nelle aree interne si rischia la vita con l’ambulanza che alcuni Comuni li raggiunge dopo 46 minuti dalla chiamata. I tempi di intervento si riducono con due postazioni del 118 a Lama dei Peligni e a Torricella Peligna che devono essere attivate. Poi c’è la criticità dei servizi erogati che non riescono a frenare l’inappropriatezza dei ricoveri ospedalieri. Un taglio netto si avrà con l’estensione della presa in carico dei pazienti cosiddetti “fragili”». Il servizio, che dovrà essere in tutti i distretti, prevede che un ambulatorio infermieristico prenda in cura i pazienti definiti “fragili” per età avanzata, perché affetti da patologie croniche e con situazioni famigliari e sociali disagiate. L’ambulatorio effettua controlli periodici, visite per gestire al meglio il paziente, controllare e migliorare le sue condizioni generali, evitando, quando possibile, ripetute ospedalizzazioni.
Un aiuto a migliorare la medicina sul territorio ci sarà poi con l’istituzione dell’ospedale di comunità, appena avvenuta a Casoli, il potenziamento di tutti i servizi sanitari nei distretti dove dovranno essere implementati gli strumenti diagnostici. «La vera rivoluzione nella sanità è nel cambiamento della mentalità», conclude Amorosi, «che non deve vedere l’ospedale come punto di riferimento, ma i distretti, gli ambulatori, i servizi sparsi sul territorio».
Teresa Di Rocco
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