Sanmarco, altri timori tra gli operai

Atessa. Fegatelli (Fiom): «Delatori tra i dipendenti, chi può faccia verifiche»
ATESSA. C'è ancora apprensione tra i dipendenti della Sanmarco, fabbrica del tessuto automotive della Val di Sangro che produce cassoni per i veicoli commerciali, tra cui quelli realizzati nella vicina Sevel. A preoccupare i circa 160 lavoratori è non solo l'annuncio da parte della nuova dirigenza aziendale di voler ricorrere a 80 licenziamenti, ma anche la vicenda che ha visto la registrazione delle esternazioni di un operaio nel corso di un sit-in, registrazione che è stata utilizzata nel corso dell'incontro con i rappresentanti sindacali come monito per eventuali nuove critiche. A denunciare la situazione è la Fiom.
«Dopo aver ascoltato la registrazione fatta a un lavoratore e aver sentito che l’azienda ha altre registrazioni», scrive il segretario di Fiom Chieti, Alfredo Fegatelli, «non possiamo sapere se il meccanismo di delazione presente in Sanmarco Industrial di Atessa sia un sistema indotto o un atteggiamento di alcuni che, per rientrare nelle grazie aziendali, assumono tale comportamento. Una cosa è certa: l’azienda sembra non disdegnare questo comportamento e non disdegnandolo automaticamente lo favorisce. Questo atteggiamento aziendale produce un meccanismo perverso dove alcuni potrebbero sentirsi indotti ad attuare tale pratica per potersi ingraziare l’azienda e per poter sperare di non essere licenziati. Un’azienda che rifiutasse tali comportamenti dovrebbe denunciarli e licenziare i delatori».
Secondo quanto riportato dal sindacato «molti lavoratori oltre a vivere nell’angoscia di perdere il lavoro e di non riportare più il salario alle famiglie, si sentono frustrati rispetto al non poter esprimere la propria opinione per paura di essere identificati e discriminati dall’azienda». «Come Fiom Chieti», conclude Fegatelli, «riteniamo necessario che le autorità competenti intervengano per verificare quanto sta accadendo alla Sanmarco Industrial di Atessa. Saremo al fianco dei lavoratori mettendo in campo le azioni per la salvaguardia del posto di lavoro, della libertà di espressione e della tutela della salute». (d.d.l.)
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