Sanmarco, la Cisl: «Ora serve un piano»

Atessa. Il sindacato denuncia: commesse perse e 90 esuberi, finiti anche gli ammortizzatori sociali
ATESSA. Esuberi per circa 90 dipendenti, nessun piano industriale presentato a seguito delle ferie estive e la perdita della produzione delle componenti per il nuovo furgone elettrico made in Atessa. La Fim Cisl ha chiesto un incontro urgente alla direzione aziendale Sanmarco Industrial per definire le prospettive del sito produttivo di Atessa. Lo stabilimento zoppica già da qualche anno. L'azienda del tessuto della subfornitura Sevel che produce cassoni per i veicoli commerciali e impiega circa 166 dipendenti, ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali ormai da due anni. A luglio la direzione aziendale aveva dichiarato, poco prima della pausa estiva, l'esubero di oltre la metà degli attuali dipendenti. «Riteniamo doveroso che l’azienda presenti subito un piano industriale serio e realizzabile, non rimandabile», intervengono la segreteria Fim Cisl Abruzzo e Molise e le rsu dello stabilimento Sanmarco di Atessa, «con l’obiettivo di portare nuove lavorazioni così come da impegni presi nel momento in cui il gruppo Scattolini acquistò per il tramite del curatore fallimentare, la Sanmarco spa. Il nostro principale interesse resta quello di scongiurare un dramma sociale per le famiglie dei dipendenti Sanmarco e per il territorio. A tal riguardo vogliamo ricordare alla direzione aziendale che i lavoratori, nel passaggio alla nuova azienda, dovettero rinunciare a una significativa parte della retribuzione di secondo livello, con la speranza, così come dichiarato al curatore fallimentare, che l’azienda potesse dare prospettive future anche ai figli dei dipendenti. Nel frattempo invece, l’azienda non solo non ha portato nuove lavorazioni, ma ha delocalizzato in altri stabilimenti del gruppo prodotti che in passato venivano costruiti ad Atessa». I sindacati da tempo sono in allerta e sul piede di guerra. «Questo silenzio assordante dei vertici aziendali», conclude la Fim Cisl, «lascia presagire che non si stia lavorando per gli intenti auspicati. I lavoratori della Sanmarco dopo diversi fallimenti alle spalle meritano dignità lavorativa e di non essere legati ad ammortizzatori sociali, che tra l’altro stanno per esaurirsi. Riteniamo quindi indispensabile aprire un tavolo permanente, al fine di determinare un piano industriale che a nostro parere deve prevedere la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali». La Sanmarco Industrial, a seguito della dichiarazione di fallimento, tre anni fa è stata rilevata dal gruppo Scattolini, che fa parte della holding Faist, 33 stabilimenti e 4mila dipendenti nel mondo.

