Sanmarco, la Fiom: no ai licenziamenti

La vertenza con 80 esuberi ad Atessa. Fegatelli: «Va rispettata la procedura di rotazione della cassa integrazione»
ATESSA. La Fiom ha presentato mercoledì una diffida formale alla Sanmarco, azienda che occupa 146 dipendenti per la realizzazione di cassoni e telai per furgoni commerciali leggeri e che, nei giorni scorsi, ha confermato la necessità di dover ricorrere a 80 esuberi, già previsti nel corso della precedente gestione aziendale. «Abbiamo intimato all'azienda», specifica una nota del segretario di Fiom Chieti, Alfredo Fegatelli, di non creare condizioni favorevoli per procedere ai licenziamenti; utilizzare correttamente la procedura di rotazione dei lavoratori in cassa integrazione; di anticipare la cassa integrazione autorizzata. La diffida è stata inoltrata per conoscenza all'Ispettorato del lavoro di Chieti Pescara».
«La Fiom Chieti», prosegue Fegatelli, «nel far presente all’azienda che la cassa integrazione Covid è una cassa integrazione ordinaria, che i decreti governativi prevedono il blocco dei licenziamenti e che per i licenziamenti collettivi, qualora dovesse essere possibile attuarli, si dovranno rispettare i criteri di legge, ha invitato e diffidato formalmente la Sanmarco Industrial di Atessa e i suoi rappresentanti a non precostituire percorsi di licenziamento dei lavoratori; non individuare il bacino degli esuberi nei lavoratori in cassa integrazione ordinaria; non anticipare la cassa integrazione per indurre i lavoratori ad accettare dimissioni incentivate; non utilizzare sistemi illeciti di controllo, come la registrazione dei lavoratori e in particolare dei nostri iscritti».
La Fiom si riferisce ad una registrazione pervenuta alla direzione aziendale riguardo le esternazioni di un lavoratore davanti ai cancelli dello stabilimento e fatta ascoltare dalla stessa direzione nel corso di un incontro sindacale per anticipare azioni legali nei confronti di chi si dovesse rendere protagonista di frasi diffamatorie. «Chi divulga notizie false», ha dichiarato l’azienda, «se ne assumerà la responsabilità e ne subirà le conseguenze».

