Sanmarco, operaio licenziato: ora è scontro con il sindacato

19 Agosto 2021

ATESSA. È ancora scontro tra il sindacato Fim-Cisl e la direzione aziendale della Sanmarco, azienda che in Val di Sangro produce cassoni e telai per i furgoni commerciali di Sevel, unica commessa...

ATESSA. È ancora scontro tra il sindacato Fim-Cisl e la direzione aziendale della Sanmarco, azienda che in Val di Sangro produce cassoni e telai per i furgoni commerciali di Sevel, unica commessa rimasta delle numerose che realizzava per il mondo automotive. La Sanmarco ha annunciato nelle scorse settimane 50 licenziamenti su 142 dipendenti a seguito di una flessione del fatturato.
L’azienda aveva fatto già ricorso agli ammortizzatori sociali e negli anni aveva investito 8.700.000 euro che tuttavia non sono bastati a scongiurare gli esuberi. Oltre ai licenziamenti dichiarati questa volta la Fim denuncia l’allontanamento dal posto di lavoro di un dipendente, reo, agli occhi dell’azienda, di aver nuociuto all’immagine dell’azienda stessa. «Il dipendente», ribatte la Fim Cisl, «aveva semplicemente condiviso su Facebook un articolo di una testata giornalistica on-line e scritto un pensiero sui colleghi e si è visto recapitare prima una lettera di contestazione e dopo una di licenziamento. Un atteggiamento a dir poco riprovevole e senza nessun scrupolo», prosegue il sindacato. «Il lavoratore nelle sue giustificazioni ha sostenuto che il post non era assolutamente rivolto a denigrare l’azienda ma a far capire che alcuni colleghi all’interno dello stabilimento fanno passare il messaggio che per lavorare occorre una tessera sindacale di una sigla ben identificata. È noto da tempo il meccanismo interno allo stabilimento, frutto di un’errata politica aziendale. La Fim-Cisl è solidale con il lavoratore che ha subito questa ulteriore ingiustizia e impugnerà il licenziamento. Questo è un ulteriore sfregio perpetrato da una direzione che ormai non scandalizza più. Nelle prossime settimane organizzeremo delle manifestazioni a sostegno della vertenza Sanmarco».
Intanto il prossimo 26 agosto ci sarà il secondo incontro tra azienda e sindacati in cui la direzione dovrà rispondere alle richieste delle parti sociali finalizzate al ritiro dei licenziamenti e al riattivare la cassa integrazione straordinaria. Nelle scorse settimane si sono susseguiti scioperi, manifestazioni e picchetti davanti la fabbrica.
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