Sansificio chiuso, il caso finisce in Regione

11 Maggio 2021

Poggiofiorito. La consigliera regionale Stella (M5S) interroga la giunta: «Va tutelata la salute di tutti»

POGGIOFIORITO . La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Barbara Stella presenterà un’interrogazione in Regione sulla questione che in questi giorni sta interessando il Comune di Poggiofiorito, dove il primo cittadino Remo D’Alessandro ha firmato l’ordinanza per lo stop dell’attività del sansificio Sirolli.
«Tanti cittadini mi hanno sollecitato ad intervenire a riguardo ed a verificare, avendo constatato diverse perplessità in merito alla vicenda. Da quanto appreso sembrerebbe che l’impianto sia privo dei certificati di collaudo e agibilità e che la Regione, nonostante fosse a conoscenza di tutto ciò, non sia intervenuta nella revisione dell’autorizzazione ambientale che risale al 2015», interviene la consigliera pentastellata. E prosegue: «Le problematiche che lamenta la popolazione vanno avanti ormai da anni. Pare che già nel 2017 la Regione avesse diffidato la stessa azienda, sospendendone di fatto le attività, dopo che l’Arta aveva accertato un’emissione in atmosfera di monossido di carbonio con un valore tre volte superiore ai livelli consentiti dalla legge».
Quindi Stella aggiunge: «Per questo interrogherò la giunta per comprendere come stiano effettivamente le cose e per capire come abbia intenzione di intervenire affinché si possa risolvere una volta per tutte questa problematica. Il diritto di impresa, sicuramente di fondamentale importanza per la crescita del tessuto economico dell’area», conclude la consigliera regionale, «non può e non deve mai perdere di vista la tutela ambientale e il diritto alla salute, nel pieno rispetto del territorio circostante e degli abitanti del luogo che non possono di certo essere messi in secondo piano e che anzi, la Regione deve assolutamente ascoltare e tutelare».
Nei giorni scorsi il primo cittadino di Poggiofiorito ha provveduto a chiudere l’attività a seguito di diverse segnalazioni, anche dai paesi vicini, per cattivi odori «che hanno avuto ripercussioni negative sulla salute di alcuni cittadini, colpiti da episodi di vomito, faringite, nausea e da problemi respiratori a causa delle inalazioni di fumo proveniente dallo stabilimento».
Tra il 5 e il 7 maggio sono state ricevute 23 segnalazioni. E inoltre D’Alessandro ha spiegato che «lo stabilimento e l’impianto erano privi dei certificati di collaudo e di agibilità». (a.s.)
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