«Sansificio e biomasse restano sequestrati»

Treglio, la Procura: ma i test in corso sono necessari. Il sindaco conferma il sit-in davanti al tribunale
LANCIANO. Restano sotto sequestro il sansificio e la centrale a biomasse di Treglio. A ribadirlo è lo stesso procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, dopo l’allarme della popolazione e del sindaco, Massimiliano Berghella, in seguito alla riaccensione di uno dei camini del sansificio. «Resta fermo il sequestro del sansificio e quello della centrale termica», precisa la Procura in una nota dopo aver evidenziato il rigetto di tre istanze di dissequestro da parte del tribunale di Lanciano, «il 19 ottobre è stato richiesto il dissequestro di uno solo dei tre impianti di essiccazione previa realizzazione di opere dirette ad assicurare il rispetto dei limiti previsti. Il tribunale ha dunque autorizzato», prosegue Menditto, «i lavori diretti a rendere uno dei tre impianti di essiccazione conforme ai limiti di emissione di monossido di carbonio previsti dalla legislazione vigente secondo l’interpretazione della Procura, fino ad ora avvalorata dalle decisioni del gip di Lanciano e del tribunale del Riesame di Chieti, che sarà vagliata nel corso del processo che a breve inizierà davanti al tribunale di Lanciano. Sono state inoltre autorizzate le analisi da effettuarsi dopo l’esecuzione dei lavori, cui presenzieranno i consulenti della Procura per verificare il rispetto dei limiti indicati. Solo all’esito dei lavori e delle analisi sarà esaminata l’eventuale revoca dell’impianto sansificio con riferimento alle parti necessarie per l’operatività dell’essiccatore regolarizzato».
«Confermiamo il sit-in di domani davanti il tribunale di Lanciano dalle 9,30», replica il sindaco Berghella. «Siamo d’accordo sui compiti della Procura che, difatti, ringraziamo per l’imponente lavoro svolto e la dovizia delle indagini. Tuttavia, resto basito dal fatto che nessuno ci avesse avvertito della riaccensione di uno dei camini e a questo punto chiamo in causa anche la Provincia e l’Arta che si devono attenere al rispetto delle normative riguardo le autorizzazioni rilasciate e che devono mettere al corrente il Comune e la popolazione sulle azioni intraprese. Il sit-in davanti il tribunale, a cui ne seguirà uno davanti la Provincia, è un modo per richiamare l’attenzione delle istituzioni che devono capire che l’allarme della popolazione è forte e che il problema è sentito. Faccio appello anche al presidente Mario Pupillo, che è anche medico, e che a questo punto deve darci precise garanzie sulle autorizzazioni degli impianti». (d.d.l.)
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