Sansificio e biomasse: scatta l’inchiesta bis

La Procura incarica altri tecnici e dispone nuove perizie sugli enti incaricati di effettuare i controlli
TREGLIO. La Procura di Lanciano ha aperto un nuovo filone d’indagine sulla centrale a biomasse e il sansificio di Treglio sequestrati nel gennaio scorso in seguito all’inchiesta durata mesi e che ha coinvolto i massimi esperti nazionali in termini di reati ambientali. Secondo la Procura frentana la centrale termica alimentata a biomasse bruciava quantitativi maggiori di quelli autorizzati, mentre il sansificio emetteva nell’aria monossido di carbonio in livelli tre volte superiori rispetto al consentito. Le ceneri, inoltre, venivano smaltite come rifiuti riutilizzabili pur non essendolo. Ma ci sarebbero anche nuovi aspetti al vaglio degli inquirenti e l’inchiesta si allarga. La Procura ha difatti incaricato nuovi tecnici e disposto altre perizie sia su aspetti amministrativi, che sugli enti che erano preposti al controllo degli impianti e che avrebbero commesso alcune inadempienze. Il lavoro della magistratura si è inoltre arricchito di altre segnalazioni da parte dell’associazione Nuovo Senso Civico che per prima aveva dato il via alle indagini e che, recentemente, ha presentato altri due esposti.
Intanto prosegue il botta e risposta tra Nsc e il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella. L’associazione aveva accusato il primo cittadino di aver temporeggiato troppo nel procedere amministrativamente contro i due impianti. Il timore per Nsc risiede in una richiesta di “modifica non sostanziale” da parte dei proprietari degli impianti. Il sindaco aveva detto di star facendo tutto il possibile per studiare le carte e monitorare la questione, e che, tuttavia, non aveva ricevuto alcuna documentazione sulla nuova richiesta. «Da chi e come Lanci ha appreso questa notizia?», aveva aggiunto. «La domanda che il sindaco dovrebbe porsi», ribatte Lanci, «non è come ho fatto ad avere la notizia, ma perché non ce l’avesse lui. Nsc si muove in maniera capillare per monitorare la questione, cosa che dovrebbe fare anche l’amministrazione comunale con cui abbiamo dimostrato di collaborare, ma non c’è un minuto da perdere. Un qualsiasi funzionario della Provincia potrebbe anche non sapere di un provvedimento di sequestro in corso e rilasciare nuove autorizzazioni. Compito del sindaco è di informare ufficialmente della situazione e prevenire nuove azioni. C’è l’accordo che domani il primo cittadino si attiverà in questo senso».
Daria De Laurentiis
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