Sant’Agostino, salvata la facciata del Trecento

Curia e associazione Lancianovecchia in prima linea per il restauro Adesso parte la raccolta fondi per pagare i lavori: servono 75mila euro
LANCIANO. La facciata della chiesa di Sant’Agostino torna a splendere. La curia di Lanciano-Ortona, proprietaria dell’edificio di culto, e l’associazione Amici di Lancianovecchia, moderna mecenate cittadina, hanno vinto la sfida: sono riusciti a recuperare la facciata rovinata da smog e guano di piccioni e a restituire un altro tesoro alla città. Gioiello da mostrare orgogliosi ai turisti e ai residenti che ora ammirano già la facciata restaurata. Le impalcature sono state tolte nei giorni scorsi e venerdì è stato ultimato il recupero del portone di legno. Ora risplendono la facciata trecentesca lavorata a pietra scuola Petrini, il rosone a ruota della fortuna decorato con foglie d’acanto e la lunetta del portale con il gruppo scultoreo della Vergine con il Bambino. La Vergine ha recuperato anche il suo abito rosso e il mantello blu, colori riaffiorati sotto 3 o 4 strati di malte e sporcizia grazie alla pulizia e al recupero fatto dai restauratori della ditta Halt Sas di Valerio Borzacchini di Ascoli Piceno, che si è aggiudicata i lavori banditi dalla curia. Ragazzi che hanno lavorato anche sotto la pioggia sistemando piccole parti cadute e consumate delle colonnine, le scalette di ingresso sotto l’occhio vigile della Sovrintendenza che nei mesi scorsi aveva validato il progetto di restauro redatto dall’architetto Piergiorgio Renzetti.
«Avevamo detto che a fine aprile i lavori sarebbero finiti e abbiamo mantenuto l’impegno», commenta il presidente della associazione Amici di Lancianovecchia, Raffaele Filippone, «qualche giorno in più è servito per gli ultimi controlli della Sovrintendenza e per i lavori sulla porta, fatti solo dopo che è stata tolta l’impalcatura perché altrimenti si sarebbe impolverata. Siamo felici perché abbiamo lanciato l’idea di recuperare questa facciata un anno fa assieme alla Curia e oggi ammiriamo l’opera». Ora l’impresa è pagare i lavori: oltre 75mila euro. «Stiamo raccogliendo i fondi», dice Filippone, «tramite eventi e serate. Il 28 agosto, giorno di Sant’Agostino, faremo una raccolta fondi. Le spese continuano perché ad esempio ora servono duemila euro per mettere un impianto a ultrasuoni per allontanare i piccioni». Si possono fare offerte all’associazione o in banca: il codice iban per effettuare le donazioni è IT90X0311177751000000001280. E adesso sfide finite? No, perché anche la chiesa di San Biagio aspetta. «Vedremo», dice Filippone, «il nostro sogno è recuperare tutti i gioielli del quartiere. Abbiamo recuperato la torre della Candelora, mentre a porta San Biagio ci pensa il Comune che a breve affiderà i lavori di recupero. C’è sempre da fare ma siamo sulla buona strada per valorizzare il quartiere più antico della città».

