Sant’Anna, cimitero nel degrado: tombe rotte, erbacce e proteste

18 Agosto 2022

Gli anziani: «Mancano le panchine e i bagni sono pochi, le nostre richieste inascoltate da anni» Gli operai della Teateservizi: «Il camposanto è grande e il personale carente, impossibile fare di più»

CHIETI. «Ci sono tombe abbandonate da anni. Sono rotte, si vedono i mattoni. Questa situazione è brutta da vedere per l’intera città». Luisa Teodoro, 74 anni, è in cerca di uno spazio per costruire una cappella nel cimitero comunale di Sant’Anna: «Entrarci è diventato anche pericoloso per le persone, perché nei buchi dei mattoni sono nati nidi di vespe».
Mentre si attende da anni l’apertura del nuovo cimitero a Santa Filomena, a Sant’Anna il problema dei loculi è irrisolto. «Una precarietà che dura da anni», spiega Pierpaolo Di Rocco, titolare della ditta funebre Aeterna e presidente della Federazione nazionale Federcofit. «È vero, il Comune di Chieti è partito con il cimitero nuovo ma non si riescono a dare tempi e dati certi alle famiglie. C’è carenza di loculi a Sant’Anna e il problema è dare una sepoltura definitiva alle salme. Ho fatto il funerale a persone che hanno acquistato loculi al cimitero nuovo, ma ho dovuto temporaneamente dare loculi al cimitero vecchio».
Di Rocco chiede di interloquire al più presto con l’amministrazione per poter risolvere la situazione, ormai diventata insostenibile sia per lui che per le famiglie dei defunti: «In qualità di presidente di una Federazione nazionale ho risolto il problema in tutta Italia e spero che qualcuno dell’amministrazione voglia interloquire e risolvere la situazione anche qui a Chieti. Da impresario funebre mi crea davvero imbarazzo non poter dare certezze alle famiglie in un momento così delicato».
Lo scenario ben conosciuto anche dai servizi amministrativi del cimitero, che cercano di aiutare le famiglie ed essere disponibili di fronte a momenti delicati come è sicuramente quello in cui si affronta un lutto. «Il servizio amministrativo del cimitero funziona in modo eccellente, perché fa quel che può, ma purtroppo ha le mani legate. È imbarazzante tumulare persone che hanno pagato contratti per un posto nel cimitero nuovo e sono stati messi nel cimitero vecchio, pagando nuovamente», conclude l’impresario funebre.
Ma i problemi non finiscono qui. A un cimitero saturo di loculi si aggiungono svariati disservizi che i cittadini, soprattutto quelli più anziani, lamentano e segnalano da molto tempo. «Qui mancano i bagni, se a uno gli costretto ad andare dietro le tombe», dice Sergio Giannini, 85 anni. Difatti gli unici servizi igienici si trovano vicino agli uffici dell’amministrazione e, aggiunge Sergio, «se uno ha una certa età, come ci fa ad arrivare? Il cimitero è grande».
Gli anziani chiedono anche l’installazione di panchine e un piano di disinfestazione contro le zanzare. «Si deve fare qualcosa per le zanzare, anche l’inverno. È pieno, non si può stare. Quest’anno non mi pare sia passata la disinfestazione», protestano.
«Ho la tomba dei miei parenti qui nel cimitero vecchio, ma purtroppo devo fare lo slalom tra le erbacce e i mattoni caduti da altre tombe», si lamenta Mauro, 69 anni. Molte sono le tombe lasciate all’abbandono e alla rovina degli anni. L’operazione di cura e pulizia del cimitero è affidata alla ditta Teateservizi e gli operai, al lavoro ogni giorno, arrivano dove possono: «Il cimitero è grande e noi siamo pochi. Dobbiamo fare pulizia del verde, tumulazioni, estumulazioni, pulizia cestini e tombini. Siamo solo sette unità lavorative per un cimitero troppo grande», spiega Emiliano, uno degli operai.
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