Sant’Anna, dietro il campo ora c’è il percorso... morte

A due passi dal cimitero ecco cosa resta della passeggiata dedicata alla vita Argenio ed i suoi paladini del Movimento 5 stelle girano un filmato-denuncia
CHIETI. Una selva inestricabile di piante, un groviglio che a un certo punto diventa talmente fitto che è impossibile anche proseguire. È ridotto in questo stato il Percorso vitae di Sant’Anna, tra incuria e rifiuti. A riportarne alla luce il degrado sono gli attivisti del Movimento 5 stelle di Chieti e in particolare i due consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo che hanno anche girato un video-denuncia. La tappa di Sant’Anna è la seconda del tour di denuncia organizzato dai pentastellati sulle strutture sportive cittadine. Hanno iniziato da un luogo simbolo della città, il campetto della villa comunale, e ora stanno andando avanti con altre strutture dedicate allo sport e al tempo libero. Inaugurato dall’ultima amministrazione della giunta comunale di Nicola Cucullo, il percorso è stato poi dimenticato dalle due amministrazioni comunali successive, la prima di centrosinistra e la seconda di centrodestra. In ottica 5 stelle è dunque anche una perfetta testimonianza dell’assioma pentastellato per cui i due schieramenti opposti alla fine in concreto si equivalgono. La tappa di Sant’Anna ha riguardano anche il campo di calcio della zona che, insieme al percorso vitae, è stato affidato dal Comune (secondo la determina dirigenziale n. 343 del 07.03.2013) alla gestione della “A.S.D. Teate”. «L'accordo», spiegano Argenio e D’Arcangelo, «prevedeva espressamente che l'associazione affidataria provvedesse alla bonifica e al ripristino del Percorso vitae retrostante gli spalti e ne curasse anche la manutenzione in guisa tale da consentirne la fruizione. Alla data odierna, a giudicare dalle condizioni di totale abbandono, appare evidente che l'associazione affidataria sia totalmente inadempiente agli obblighi contrattuali assunti e che il Comune, da par suo, non abbia fatto nulla per consentire ai cittadini di poter usufruire di tali spazi». Il egrado di questi spazi è noto da tempo. Il Movimento 5 stelle vuole ora far emergere le responsabilità di chi «anche mediante colpevoli atteggiamenti omissivi» ha contribuito a questo stato di cose. Ma prosegue anche lo studio di progetti tesi al recupero degli impianti. Perché oltre alla denuncia, i grillini hanno messo in campo una serie di proposte, alla ricerca di canali di finanziamento e nuove idee per riportare in vita queste strutture. Ed è certo questa la sfida più difficile da vincere.(a.i.)

