Sant’Anna, l’ex stazione distrutta da un incendio

9 Marzo 2019

Chieti, il fuoco è partito dal tetto. Poi tegole e travi sono crollate all’interno Al via un’indagine per scoprire le cause del rogo. Edificio abbandonato da un anno

CHIETI. L’incendio è partito dal tetto in legno, poi il crollo. La vecchia stazione della Ferrovia teatina di Sant’Anna, ormai in abbandono, è andata distrutta nella notte tra giovedì e venerdì. L’edificio in mattoni che era sopravvissuto alle bombe della Seconda guerra mondiale, adesso, è devastato: uno squarcio in alto e, a terra, materassi ridotti in cenere. Probabilmente, a causa della mano di un piromane. Per adesso, è solo una coincidenza ma, in un fazzoletto di terra dello stesso quartiere, sono andati a fuoco in pochi mesi cassonetti della spazzatura e un albergo è stato danneggiato da un vandalo solitario.
Con lo smantellamento della Ferrovia teatina, l’ex stazione di Sant’Anna aveva ospitato negli anni Cinquanta anche la scuola elementare del quartiere. Poi, quell’edificio era stato utilizzato come lavanderia: in tanti ricordano ancora le divise biancorosse dei giocatori del Sant’Anna, magliette, pantaloncini e calzettoni, stese ad asciugare. Poi, nel 2015, l’immobile è stato ceduto dall’Agenzia del Demanio ed è passato tra le proprietà del Comune. L’ex stazione, attaccata ai bagni pubblici all’esterno del cimitero comunale, è stata così data in affitto a un imprenditore teatino e utilizzata come deposito. Da un anno, però, a quanto sembra, l’immobile, con porte e finestre serrate, è tornato nella disponibilità dell’amministrazione comunale ed è rimasto vuoto: l’imprenditore, in base a un elenco sulle morosità degli affitti comunali, non avrebbe mai pagato la quota di circa mille euro all’anno.
L’allarme è stato lanciato da un giovane di passaggio che ha chiamato i vigili del fuoco, giunti sul posto intorno alle 2.40. A quanto pare, l’incendio si è innescato dal tetto che poi è collassato: i vigili del fuoco hanno spento subito il rogo e le mura non sono state attaccate dal fuoco: l’intonaco è pulito. All’interno dell’immobile vecchi materassi e altro materiale abbandonato: ora tutto è ricoperto dalle tegole distrutte.
Sono intervenuti anche i carabinieri. La prima ipotesi presa in considerazione è quella di un corto circuito ma il quadro elettrico all’esterno, a un primo esame, non sembra aver riportato danni: una versione che non convince gli amministratori comunali che propendono per un rogo doloso. (p.l.)
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