«Santa Giusta, servono 2 milioni»

19 Dicembre 2016

Il Comune chiede fondi alla Regione: la frana minaccia 10 famiglie

LANCIANO. Zona rossa ad altissimo rischio idrogeologico, tre frane che si susseguono e mettono in pericolo una dozzina di famiglie e le loro case. E’ allarme nella contrada di Santa Giusta che da anni lotta con il problema delle frane, “vecchie” e nuove. Tre movimenti franosi che il Comune tenta di bloccare. L’ufficio lavori pubblici ha infatti redatto il progetto esecutivo per la messa in sicurezza del versante che parte dalla zona della Gunite, dove si sono fermati i lavori di consolidamento della Provincia e ci sono 4 cantine a rischio crollo e arriva fino alla parte centrale della contrada.

Ma, nella contrada c’è anche una vecchia frana, zona di Camperchioli, che anni fa portò allo sgombero di una famiglia, in parte riattivata con nuove ferite che si stanno monitorando e infine un movimento franoso nel versante opposto, quello Morena attivato con l’alluvione del 2015 che ha portato il Comune a dover sgomberare una abitazione. «In giunta abbiamo approvato il progetto esecutivo per la messa in sicurezza del versante della Gunite e della parte dove c’è il centro abitato di Santa Giusta per 2.660.249 euro» spiega l’assessore ai lavori pubblici Pino Valente «e l’abbiamo inviato in Regione. Ci sono diverse abitazioni a rischio, la zona nel Pai (piano assetto idrogeologico) è rossa, ovvero a forte rischio idrogeologico e in più avendo già redatto il progetto esecutivo dovremmo avere un punteggio maggiore nell’assegnazione dei fondi. Nel frattempo comunque la zona è strettamente monitorata dai tecnici dei nostri uffici».

E non potrebbe essere diversamente visto che problemi ci sono anche nell'area dove la Provincia ha iniziato degli interventi nel 2004 che non si sono ancora conclusi. Ci sono delle economie di quei lavori (che ebbero problemi visto che il muro di contenimento creato si spaccò e si dovette costruire un secondo muro) che la Provincia dovrebbe usare per ultimarli e poi si inserirebbero gli interventi del Comune che danno la precedenza al centro abitato della contrada. Qui ci sarebbero una decina di case a rischio sgombero. Per ora l’area è sotto controllo tanto che in questi anni è stata sgomberata una sola casa, nel versante Morena, dopo l’alluvione del marzo 2015 che provocò fratture nel terreno alte anche più di 50 centimetri e lunghe oltre 300 metri. Una frana anomala quella perché in una zona edificabile.

Teresa Di Rocco