Santa Lucia, dove la terra sta cedendo

Ortona, 14 famiglie rischiano di essere sgomberate. A Tollo il sindaco alza la voce e in paese arriva il generatore
ORTONA. La terra sta cedendo: in contrada Santa Lucia è emergenza. Dopo la neve, le piogge e l'assenza di corrente elettrica, la nuova criticità ad Ortona riguarda le frane. La città esce con le ossa rotte da questa storica ondata di maltempo, tanto da spingere il sindaco Vincenzo D'Ottavio a richiedere l'arrivo dell'esercito. Adesso è in particolare la frana di Santa Lucia a far paura. Uno smottamento ben noto, che con il maltempo di questi giorni ha ripreso vigore a tal punto che potrebbe essere firmata a breve un'ordinanza di sgombero per i residenti di un condominio che sorge a pochi metri dall'importante dissesto.
Quattordici famiglie rischiano di dover abbandonare il proprio tetto. C'è una relazione tecnica che conferma come il terreno continui inesorabilmente a sbriciolarsi. Prima di prendere qualsiasi decisione, però, il primo cittadino ortonese vuole che in merito si esprima anche il corpo provinciale dei vigili del fuoco. Nel frattempo la situazione viene monitorata giorno e notte da protezione civile e croce rossa di Ortona.
L'edificio è distante dalla frana circa 13 metri e l'allerta è massima. Rimane a disposizione invece il palazzetto di Caldari, centro di accoglienza gestito da protezione civile e croce rossa messo a disposizione di chi vuole avere un posto caldo in cui trascorrere la notte o semplicemente per rifocillarsi. Si può pranzare e cenare lì (salvo preventiva comunicazione) ed anche usufruire delle docce. Per quanto riguarda i fiumi non ci sono al momento pericoli.
«Li stiamo monitorando», hanno sottolineato dalla protezione civile, «è tutto sotto controllo. L'unico ad essere uscito fuori dagli argini è il Moro, ma non c'è una criticità». La croce rossa ha inoltre fatto sapere che sono in media una decina gli interventi che effettuano ogni giorno. Per di più sono stati distribuiti gruppi elettrogeni al fine di collegare macchinari salvavita per le persone che ne necessitano.
ELETTRICITÀ. Nella tarda mattinata di ieri c'è stato l'ennesimo tavolo tecnico per fare il punto sui vari problemi che affliggono il territorio ortonese. Tra queste l'assenza di corrente elettrica. La situazione va via via migliorando anche se il quadro rimane delicato. «Stiamo lavorando senza interruzione» ha dichiarato Gennaro Zecca, evidenziando come la difficoltà maggiore sia stata quella di reperire ulteriori forze per far fronte all'emergenza.
Sono giunte squadre esterne dalle Marche e dalla Campania. Diciassette gruppi elettrogeni saranno utili a ripristinare la corrente, nel frattempo che il problema venga definitivamente risolto. Ieri mattina erano ancora 1100 le utenze al buio. «La situazione è da guerra», ha aggiunto Zecca, «stiamo parlando dello stesso numero di disservizi che si registrano in due anni».
CRECCHIO. Che sia Zecca o che sia Enel, la sostanza non cambia. È tutto l'Abruzzo a dover fronteggiare l'assenza di luce. L'ultima forte protesta arriva dal borgo teatino di Crecchio, dove nel centro urbano i commercianti hanno dovuto chiudere l'attività per diversi giorni. «Siamo rimasti senza corrente da lunedì mattina e fino ad oggi (ieri per chi legge ndc) non è tornata», lamentava un negoziante del posto. Tuttavia nel pomeriggio di ieri la corrente è stata riattivata.
STRADE KO. Il maltempo ha provocato notevoli danni anche alla viabilità.
Emblematico è il caso della Statale 16 Adriatica, sul cui tratto ortonese si sono aperte delle autentiche voragini, nonostante buona parte del manto sia stato rifatto solo qualche mese fa.
In pochi chilometri si contano decine di buche: larghe e profonde, costringono le vetture a zigzagare sulla carreggiata con conseguenti pericoli per la sicurezza.
GENERATORI A TOLLO. Migliora la situazione relativa all'energia elettrica anche a Tollo, dove il sindaco Angelo Radica negli ultimi giorni aveva intrapreso una vera e propria battaglia contro Enel. «Mi prende in giro», aveva dichiarato il primo cittadino, dopo che l'ente gli aveva garantito (invano) il ripristino della corrente e continuava a temporeggiare sull'arrivo di generatori che potessero garantire la fornitura dell'elettricità a tutto il Comune.
Ieri mattina in paese ne sono arrivati altri: «Dopo innumerevoli richieste all'Enel e molte proteste, abbiamo avuto altri generatori. Ora la situazione volge al meglio» è stato il commento di Radica.
SASI. Sulla mancanza di acqua arrivano infine le parole della Sasi, che fa sapere di lavorare senza sosta in condizioni di estrema difficoltà, con la neve, il vento sferzante, la pioggia e soprattutto l'assenza in alcuni luoghi di corrente elettrica. «Ad Ortona», spiega Pio D'Ippolito, responsabile dell'attività operativa della stessa Sasi, «la razionalizzazione va avanti dalla prima emergenza del 6 gennaio scorso, a seguito della rottura a Poggiofiorito la cui riparazione si è conclusa.
Restano ancora purtroppo senza servizio le frazioni di Contrada Cucullo, Villa Deo e Feudo. Per queste ultime due la situazione è più complicata per l'assenza di energia elettrica al serbatoio Scarinci, siamo quindi impossibilitati a pressurizzare e permangono perciò problemi di pressione».
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