Santa Maria e il rischio frana: il comitato raccoglie 1.200 firme

Prosegue l’iniziativa con i banchetti nel quartiere e alla Villa: l’obiettivo ora diventa quota duemila La petizione sarà poi inviata a Governo, Regione, Provincia e Comune. «Servono interventi urgenti»
CHIETI. Milleduecento firme raccolte in pochi giorni. Va avanti a spron battuto la petizione del comitato Santamaria per salvare il quartiere a rischio frana. Il comitato presieduto da Ettore D’Orazio è sceso in piazza con i banchetti prima alla villa comunale, venerdì scorso, poi in piazza Vico, sabato e ieri in largo Santa Maria, nel quartiere che rischia di scomparire a causa dello scivolamento a valle del versante collinare. Sono 11 i palazzi già sgomberati oltre a due scuole: tutti nella zona rossa compresa tra via Don Minzoni, via Fontevecchia e viale Gran Sasso.
L’obiettivo è arrivare alle duemila firme, poi la petizione sarà inviata al governo, alla Protezione civile, ai parlamentari abruzzesi, ai presidenti di Regione, Marco Marsilio, e Provincia, Francesco Menna, al sindaco Diego Ferrara, all’intero consiglio comunale teatino e anche all’arcivescovo Bruno Forte. Ieri mattina al banchetto in largo Santa Maria, davanti all’ufficio postale, erano presenti Evandro De Iuliis, Giuseppe D’Atri, Luciano De Liberato, Valerio Di Santo, Marco Ferrarino e Antonio Pardi. «C’è stata una bella risposta da parte della cittadinanza», hanno detto i rappresentanti del comitato, «siamo rimasti favorevolmente colpiti. I cittadini sembrano aver compreso che il problema non è solo di una zona come Santa Maria, ma di tutta la città. Anche perché, se non si fa nulla, il problema non può far altro che espandersi. Non possiamo assistere a un continuo spopolamento e perdita di identità del nostro territorio».
Il comitato chiede fondi sia per consolidare il più possibile il versante collinare – importante e urgente sarebbe realizzare subito un sistema più efficiente per captare le acque sotterranee – sia per ricostruire le palazzine sgomberate in un luogo più sicuro. Il comitato ha interessato a riguardo l’ingegner Domenico Merlino che ha individuato al Tricalle la zona dover ricostruire il borgo, ma servono soldi: la stima è di 45 milioni di euro.
La petizione è accompagnata da una lunga lettera, un appello accorato per chiedere attenzione sul grave problema di dissesto idrogeologico che ha investito la città. «Siamo in presenza di una situazione di rilevante complessità», si legge nella lettera, «non può essere affrontata con l’ordinario: richiede la messa in campo di interventi per i quali sono necessarie progettualità e risorse straordinarie. Per questi motivi chiediamo alle istituzioni e alle forze politiche di tutti gli schieramenti di attivare sollecitamente un tavolo di confronto tra le istituzioni, le forze politiche e i cittadini al fine di predisporre un provvedimento normativo specifico per la nostra città che si faccia carico delle nostre complesse problematiche. Occorre però un impegno convinto, serio e costante da parte di tutti. Lo chiediamo con forza perché è in gioco il futuro non solo di un quartiere, ma dell’intera città di Chieti».
Il comitato Santamaria continuerà a raccogliere firme e a monitorare la situazione, chiedendo anche al Comune come mai Chieti è stata esclusa dal finanziamento di quasi 36 milioni e mezzo di euro arrivato in Abruzzo proprio per sanare il dissesto idrogeologico.

