Santa Rita nel degrado Il sindaco: «Più controlli»

Dopo l’esposto presentato in procura, intervengono Pupillo e gli assessori: «Noi dalla parte dei cittadini perbene, già partiti i primi lavori di riqualificazione»
LANCIANO . Una piscina semi olimpionica, un nuovo campo da calcio in erba sintetica, un palasport, un bocciodromo, scuole, palazzine nuove, coloratissime e piene di servizi, una linea di trasporto pubblico urbano che ogni mezz’ora porta in centro, una parrocchia vivace e coraggiosa, un eco parco pubblico nuovo di zecca con servizi per l’ambiente e occasioni di svago e di relax, il cinema, tanto verde, supermercati e negozi tra cui una galleria d’arte. Santa Rita non è il Bronx. Ma quello che un gruppo di residenti e commercianti vogliono far capire attraverso l’esposto che presenteranno a breve in procura è che, a causa di pochi elementi, rischia di diventarlo.
Non per particolari fenomeni criminali che si svolgono in qualsiasi parte della città. Ma per un’attitudine delinquenziale strisciante, quotidiana e molto rumorosa, di alcuni componenti di famiglie rom che abitano il quartiere. Tutti li conoscono e tutti cercano di evitarli. Dilagano ogni giorno piccoli soprusi, minacce, bullismo, atti vandalici, schiamazzi, piccoli furti, atteggiamenti intimidatori e frutto di una spavalderia tramandata di padre in figlio, di generazione in generazione. È questo che vogliono denunciare i residenti di Santa Rita. Un intero quartiere che diventa ostaggio di pochi. «Siamo con i cittadini», interviene il sindaco Mario Pupillo, «li accompagneremo in questa battaglia che stiamo combattendo da tempo, anche se in maniera non sempre eclatante. Il parco pubblico EcoLan, ad esempio, è stata una scelta. Avremmo potuto farlo da qualsiasi altra parte, ed è vero anche che ce lo chiedono in tutti i quartieri, ma abbiamo voluto realizzarlo lì perché sbocciasse, assieme al parco, anche una cultura della condivisione, della socialità e del rispetto».
E proprio a difesa di quel parco stanno arrivando tante famiglie, da ogni parte della città, per frequentarlo e abitarlo come si fa con le cose belle, preziose e pubbliche. Anche la parrocchia fa la sua parte. Con EcoLan è stato ripulito, dotato di nuove porte e nuova recinzione, il campetto di calcio parrocchiale. «Don Nicola Giampietro», continua Pupillo, «ci dà una grande mano. È questo lo spirito che vogliamo infondere. Su certi episodi criminali gli enti non hanno potere e ho sollecitato più volte le forze dell’ordine a un controllo più capillare. Abbiamo recentemente mandato una pattuglia di vigili a ripulire l’androne di una palazzina e per molti residenti è stata una conquista. Ma deve diffondersi la cultura del rispetto, non la paura».
«Abbiamo investito tanto sul quartiere», spiega l’assessore all’urbanistica, Pasquale Sasso, «non solo metaforicamente. In via Spataro abbiamo investito 770mila euro in edilizia sociale e altri 2 milioni per la riqualificazione del quartiere, con 12 alloggi di edilizia sociale, nuovi spogliatoi al campo Di Meco, una bocciofila coperta, la gradinata di collegamento tra piazza Mazzini, via Sigismondi e piazza Mazzini». L’operazione Santa Rita vuole essere anche culturale. «Già durante il lockdown», interviene l’assessore alla Cultura, Marusca Miscia, «avevamo pensato al cinema all’aperto in uno spazio verde molto ampio in prossimità delle piscine. E vorremmo avviare con le scuole una sorta di restyling delle facciate, per circondare di bellezza luoghi della quotidianità con opere da parte di street artist. Ben vengano telecamere e più sorveglianza, ma deve aumentare il senso civico, la bellezza, la cultura del bene pubblico, non il timore».

